ENERGIA WIRELESS
5 gennaio 2007

Ebbene si, anche l'energia elettrica sta perdendo i fili. Quello che sembrava un'utopia sta per diventare realtà, almeno a sentire le notizie relative alla sperimentazione in corso al Mit, Massachussetts Institute of technology, relativa alla trasmissione dell'energia elettrica in modalità wireless.

Il wireless è ormai cosa di tutti i giorni, le reti sono presenti ovunque, basta lanciare un'utility che "annusi" l'etere per vedere quante reti sono presenti in ogni parte delle principali città, ma anche nei centri urbani minori. La musica viaggia verso l'impianto Hi-Fi tramite AirTunes, e le stampe si appoggiano all'Airport Express per evitare fastidiosi cavi in giro per casa o per l'ufficio e probabilmente fra qualche giorno anche il cavo per collegare il proprio Mac alla TV LCD o al plasma sarà superato grazie ad iTV.

Chi di voi non ha mai pensato qualcosa del tipo "non ci resta che eliminare il cavo di alimentazione" ?

Ebbene, al Mit sono a lavoro per questo progetto rivoluzionario e lo scorso 14 novembre hanno presentato il progetto all'American Institute of Industrial Phisics Forum svoltosi a San Francisco. Per il momento si è trattato soltanto di una simulazione al computer ma il prossimo passo sarà quello del primo prototipo funzionante.

Di cosa si tratta ? Come funziona ?

Alla base di tutto c'è il fenomeno della risonanza, che ad esempio in campo musicale permette suonando una nota di far vibrare le corde di altri strumenti che abbiano la stessa risonanza acustica. I fisici del Mit hanno pensato di sfruttare la risonanza delle onde elettromagnetiche.

Il problema principale è relativo alla dispersione nell'ambiente. Per risolvere questa questione è stata studiata una classe di oggetti definiti "non-radiative", ovvero a radiazione nulla, capaci di mantenere "code" molto lunghe di energia che pulsano sulla superficie rimanendo però circoscritte, senza dissiparsi nell'ambiente circostante.
A questo punto sarebbe sufficiente una semplice antenna di rame con la stessa freqenza di risonanza per permettere il trasferimento di questa energia fino al dispositivo da ricaricare entro una distanza di 5 metri.

Questa sarebbe una vera rivoluzione per la nostra società, sempre più invasa da dispositivi elettronici come cellulari, palmari, computer portatili sempre alla ricerca di un'autonomia maggiore per implementare caratteristiche e performance sempre maggiori. Non resta che attendere i primi riscontri di laboratorio per capire se un giorno potremo viaggiare più leggeri e buttare alimentatori e caricabatterie.

Fonte: Rainews