APPLE BOOT CAMP
5 aprile 2006
apple_windows

Oggi si è scritta una pagina importante dell'informatica dei prossimi anni. Le conseguenze ancora non sono chiare, o non lo sono a tutti, e si aprono un'infinità di ipotesi sulle quali le comunità virtuali, i forum, i newsgroup, ma anche la carta stampata si stanno confrontando e scontrando. La notizia era nell'aria da tempo, dall'uscita del primo Mac dotato di processore Intel Core Duo molti si sono prodigati per portare Windows sui nostri Mac, è stata indetta addirittura una gara con premio a 4 zeri aggiudicatosi proprio nei giorni scorsi, ma adesso la soluzione "definitiva" arriva proprio da Apple. La stessa Apple i cui dirigenti al termine del famoso keynote dello scorso giugno avevano affermato che, pur non facendo nulla per incentivare lo sviluppo di soluzioni per aprire "le finestre" sul Mac, non avrebbero fatto niente per impedirlo. BootCamp, questo il nome del software che Apple ha sviluppato, smentendo se stessa. Applicazione che permette la creazione di una partizione separata sulla quale installare Windows XP e che per adesso è alla sua prima beta scaricabile gratuitamente dal sito della casa. Mi pare chiaro che Steve Jobs abbia giocato la carta definitiva per fare del Mac Intel dotato il cavallo di troia che serviva per far superare a tantissimi potenziali utenti Mac l'ostacolo costituito da quelle poche applicazioni, talvolta per l'utente indispensabili, che gli impedivano di abbandonarsi nelle mani di Mac OS X. Adesso Apple si presenta agli utenti PC con il sistema operativo più avanzato, più stabile, più performante e facile da usare, con un Mac mini dalle caratteristiche molto interessanti e che costa circa 100$ in meno del relativo clone PC oggi noto, e con la promessa per l'utente di non dover necessariamente abbandonare le proprie applicazioni, le proprie soluzioni, i giochi preferiti, ma con la consapevolezza che questo passo sarà fatto dall'utente in piena autonomia non appena avrà potuto confrontare direttamente i due sistemi operativi all'opera sulla stessa macchina, avrà familiarizzato con il mac style ed avrà tratto le proprie conclusioni. La borsa oggi ci ha creduto e il titolo è volato a Wall Street oltre il 7% di aumento nel giro di poche ore. Alla luce di tutto ciò forse bisogna anche rivalutare l'abbandono dell'architettura Power PC. Fu vero gap prestazionale a far propendere Apple verso il "nemico" storico o piuttosto una ben pianificata strategia di attacco al mondo PC ? Steve avrà fatto l'ennesima scommessa vincente ?