Wind non elimina i costi di ricarica
1 marzo 2007
Cosa dice il decreto ?
" ... è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausula difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto."
Wind applicherà quanto previsto dal decreto soltanto per i nuovi clienti attivati a partire dal 4 marzo 2007 su uno dei nuovi piani della propria offerta ricaricabile in vigore dallo stesso giorno, e che prevede costi al minuto molto superiori alle attuali tariffe, mentre lascerà invariato il discorso per le ricariche già attive.
La notizia è stata presentata come una violazione di quanto stabilito dal decreto ma le cose stanno veramente così ? E' Wind ad aver male interpretato il decreto oppure è il decreto a non cambiare sostanzialmente niente per il consumatore ?
Ragioniamo più nel dettaglio ... cosa cambia al consumatore ?
Se un'azienda, grande o piccola che sia, ha preventivato un certo introito per strutturare la propria offerta commerciale e i propri programmi di sviluppo, appare evidente che se per legge imponiamo l'eliminazione di una parte delle entrate previste l'azienda dovrà rimodulare la propria offerta per cercare di far conunque quadrare il bilancio come da previsoni. Potrebbe essere proprio quanto ha fatto Wind nel rispetto del decreto legge che dice testualmente"... gli operatori adeguano al propria offerta commerciale alle predette disposizioni ...". Evidentemente siamo di fronte ad una di quelle leggi scritte male o scritte a sommo studio per essere interpretate in modo soggettivo e accontentare un pò tutti. Il consumatore è contento pensando a futuri risparmi e le aziende sono contente in quanto possono recuperare altrove quanto non incasseranno con la spesa fissa di ricarica.
Tim, Wind e Vodafone sembrerebbero aver proceduto in maniera opposta a Wind, ma se andiamo a leggere scopriamo che anche alcune hanno attuato o messo in previsione qualche cambiamento che consenta per lo meno di allentare le conseguenze dell'eliminazione del costo di ricarica.
Leggiamo dal sito Cellularmania:
TIM
"Telecom Italia si riserva successivamente di comunicare per le vie formali eventuali variazioni alla propria offerta in termini di tagli di ricarica, sia elettronica sia fisica".
TRE
Dalla stessa data dell'entrata in vigore del decreto Tre annulla le ricariche Power, ovvero ricaricando utilizzando il lato Power si riceverà un importo pari a quello pagato ma privo di scadenza, e inoltre le modalità di ricarica in vigore dal 2 marzo si intendono offerte in via provvisoria e in applicazione del Decreto 707.
VODAFONE
L'unica che per il momento pare non aver adottato nessuna contromisura è Vodafone, ma siamo certi che sia solo questione di tempo.
Rimaniamo quindi alla finestra ad osservare cosa accadrà nei prossimi mesi. Sicuramente vedremo ulteriori varianzoni collegate al decreto di prossima entrata in vigore da parte di tutti gli operatori e saranno tutte variazioni volte a recuperare gli introiti persi con l'abolizione delle spese fisse di ricarica.
Probabilmente più interessante per il consumatore dell'eliminazione del costo di ricarica è l'abolizione della scadenza del credito, che potrà quindi essere speso senza limiti di tempo.
Questo è un fattore poco pubblicizzato e più difficilmente quantificabile sia per il consumatore che per gli operatori stessi che crediamo vada veramente nella direzione di una maggior trasparenza.
WIND si è assunta sicuramente l'onere di evidenziare chiaramente agli occhi dell'opinione pubblica la reale portata di questa mini "rivoluzione" nel mondo delle schede ricaricabili e questo forse gli costerà anche qualche cliente, ma siamo propensi nel credere che abbia correttamente interpretato il decreto e agito nei confronti della clientela con estrema trasparenza.


