Due anni fa l'Antitrust avviava un'istruttoria nei confronti di Vodafone, Tim e Wind per "abuso di posizione dominante" su denuncia di alcune aziende di telecomunicazioni, tra cui Elsacom, che pur volendo diventare MVNO, cioè operatori virtuali di telefonia mobile, riscontravano molte difficoltà ad avviare trattative con i gestori italiani.

Adesso Vodafone si apre a questo mercato, ovvero si è impegnata a fare in modo che un operatore virtuale possa entrare nel mercato della telefonia mobile prendendo in affitto la propria rete. Questo è quanto avviene già negli Stati Uniti per Virgin Mobile, che affitta la rete di Sprint e propone una propria offerta.

Vodafone ha posto alcune condizioni, vediamole:
- l'operatore deve essere dotato di una rete distributiva in grado di proporre offerte commerciali a proprio marchio sull'intero territorio nazionale;
- la fornitura dei servizi di accesso dovrà avere una durata minima di 3 anni;
- la titolarità dell'offerta di servizi finali spetterà esclusivamente all'operatore virtuale che sarà libero di definire la propria offerta commerciale ed i prezzi praticati.
Con questa mossa Vodafone si è assicurata la chiusura dell'istruttoria senza accertamento di infrazione, ma la valutazione dell'Autority è ancora in corso e si prevede venga conclusa entro il 7 giugno 2007.

In passato si è parlato di questa possibilità in merito ad un presunto interessamento da parte di Apple verso la creazione di una rete mobile virtuale a proprio marchio da lanciare contestualmente al suo telefono cellulare. Il prodotto adesso esiste e fra pochi mesi sarà sul mercato, negli USA c'è anche l'accordo con Cingular /AT&T, in Canada le cose sembrano in via di definizione, in altri paesi le trattative sono in corso. Vodafone è sicuramente uno degli attuali interlocutori internazionali, in grado di coprire molti paesi Europei, e non solo, ma nel caso in cui non fosse realizzabile un accordo di distribuzione, la strada da percorrere potrebbe essere proprio quella virtuale.

Apple infatti prima di stringere la partnership con Cingular avrebbe contattato altri operatori, senza successo a causa di richieste da parte di Cupertino piuttosto consistenti. Emerge infatti in questi giorni che Cingular non sovvenziona iPhone, il cui prezzo è quindi quello effettivio del prodotto, ma riconoserà ad Apple una percentuale sui canoni di abbonamento sottoscritti dagli utenti. Altri operatori con cui Apple aveva avviato trattative non hanno accettato queste condizioni dettate da Steve Jobs.

Fonte: hardware upgrade

MVNO - Mobile Virtual Network Operator in Italia
1 febbraio 2007