Stanford UniversityYi Cui, professore associato di scienze ed ingegneria dei materiali e di scienza fotonica per lo SLAC National Accelerator Laboratory, e Yuan Yang, dottorando presso la Stanford University, hanno pubblicato i risultati di una ricerca sulla possibilità di realizzare batterie trasparenti da utilizzare nei comuni dispositivi elettronici come cellulari, tablet, lettori di ebook e simili. Lo scopo è quello di ottenere oggetti completamente trasparenti. La ricerca parte dal presupposto che i fondamentali elementi attivi di una batteria non possono essere resi trasparenti e non ci sono ad oggi alternative che lo consentano; l’approccio è stato quindi quello di rendere i componenti attivi così piccoli da non essere percebibili dall’occhio umano, ovvero sotto i 50 micron. Scopriamo altri interessanti elementi su questa nuova ricerca …

Gli elementi attivi sono stati disposti su un reticolo di polidimetilsilossano (PDMS), un polimero trasparente già impiegato in ambito medico per la chirurgia plastica e nella produzione di lenti a contatto, esposto poi a vapori metallici al fine di crearvi sopra uno strato conduttivo.

I ricercatori sono riusciti con questo procedimento a creare una batteria funzionante con una trasparenza del 62%, sovrapponendo tre celle complete, impilate una sopra all’altra. Tale batteria si sarebbe dimostrata inoltre “molto felssibile”. Il costo sarebbe “simile a quello delle normali batterie, in special modo se si impiegano metalli a basso costo come collettori di corrente“.

La principale limitazione è rappresentata ad oggi dalla minore densità di energia rispetto alle comuni batterie al litio, mostrato una densità di energia comparabile a quella delle batterie al nickel-cadmio. I ricercatoris sono ottimisti, convinti che il progresso nella scienza dei materiali permetterà di trovare soluzioni in grado di migliorare la densità di energia di queste batterie.

Il processo di produzione può essere adattato alle economie di scala e vi sono potenziali per le applicazioni commerciali al punto che è stato già chiesto il brevetto per quella che è stata denominata la “batteria flessibile”.

Vediamo in proposito un filmato pubblicato su YouTube …

Fonte: BusinessMagazine

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