Firenze Wi-Fi - FI WiFiFirenze è la prima città italiana a mettere in pratica quanto sancito dal Decreto del Fare in merito al Wi-Fi, liberando la rete pubblica Firenze Wi-Fi da ogni formalità legata alla registrazione e autenticazione dell’utente. A presenziare il primato fiorentino l’onnipresente Sindaco Matteo Renzi, che ha sottolineato: “Tra le cose importanti del Decreto del Fare c’è la possibilità, finalmente, di navigare su internet senza complicate procedure di registrazione e lunghi iter burocratici. Ora, grazie al lavoro dei nostri servizi informativi, chiunque con il proprio tablet, portatile o smartphone può ‘attaccarsi’ alla rete e navigare. Quello che impediva questo semplice sistema era una legge assurda che il Parlamento ha giustamente cancellato. Oggi Firenze è una città sempre più ‘smart’ che guarda al futuro e non solo al passato”. L’utente è responsabile dell’attività svolta tramite la connessione offerta, ed è tracciato mediante registrazione del cosiddetto Mac Address, ovvero un codice esadecimale che identifica univocamente ogni dispositivo di rete. Questo fattore ha già causato la reazione del Garante della Privacy, che punta il dito sull’articolo 10 del decreto del fare, che non terrebbe conto della Direttiva europea sulla riservatezza e del Codice della Privacy, che identificherebbero il Mac Address tra i dati personali dell’utente. Ciascun dispositivo avrà diritto a 2 ore o 300MB di connessione, grazie alle modalitò di identificazione questi limiti si moltiplicano per il numero di dispositivi a disposizione dell’utente; quindi chi come noi possiede un iPhone, un iPad ed un Mac, potrà godere di 6 ore o 900MB al giorno di connessione gratuita. La rete fiorentina, che comprende ad oggi 530 hot spot localizzati in 200 aree della città, è stata realizzata a costi contenuti, federando vari soggetti come la Provincia, l’Università, i Vigili del Fuoco, Firenze Parcheggi (ed altri sono in arrivo). Vediamo l’elenco completo …

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ParlamentoPossibili novità all’orizzonte nella telefonia mobile, è stato infatti firmato ieri un Ordine del Giorno relativo al decreto legge del “Fare” con il quale è stato preso un impegno relativo all’abolizione della Tassa di Concessione Governativa (TCG) che grava su ogni abbonamento o ricaricabile di utenza business (12,91€) e privata (5,16€). L’approvazione è avvenuta per iniziativa della Lega Nord, ed ha ottenuto il voto favorevole del Popolo della Libertà e di Grandi Autonomie e Libertà (gruppo di dieci senatori del centrodestra fra cui ex esponenti di PdL, Lega Nord, MpA e Grande Sud). L’Ansa riporta una dichiarazione del senatore Jonny Crosio, che ha affermato: “Quella sui cellulari e’ una tassa assurda nata negli anni ’90 come imposta di lusso, mentre oggi i telefonini sono uno strumento di lavoro e un bene di largo consumo“. Ultimamente gli operatori si sono attivati per agevolare gli utenti offrendo il rimborso della TCG con determinate offerte relative prevalentemente all’acquisizione di nuova clientela o al mantenimento della propria a scadenza del vincolo contrattuale, tuttavia l’onere della tassa continua a gravare sull’utente o sull’operatore e si ripercuote quindi comunque sulle tariffe finali applicate al cliente. L’iter per l’approvazione dell’OdG è ancora lungo, l’emendamento deve fare il percorso Parlamentare e passare in entrambe le Camere, superando lo scoglio della copertura finanziaria. BusinessMagazine

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