Logo KodakDopo quasi un anno dalla bancarotta, Kodak ha definito la vendita di parte del suo portafoglio brevetti, quello legato al digital imaging. L’operazione è stata conclusa con Intellectual Ventures e RPX, che hanno agito da intermediari per un gruppo di aziende molto corposo, tra qui figurano Adobe, Amazon, Apple, Facebook, Fujifilm, Google, HTC, Huawei, Microsoft, RIM, Samsung e Shutterfly, che ha messo sul piatto la somma di 525 milioni di dollari. Curioso constatare che di tutti i marchi principali ce ne sia soltanto uno legato al settore fotografico.

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Kodak abbandona le fotocamere digitali, le videocamere tascabili e le cornici digitaliKodak ha annunciato lo scorso 9 febbraio l’abbandono del mercato delle fotocamere digitali, videocamere tascabili e cornici digitali. La notizia, che fa seguito all’ingresso dello storico marchio nel Chapter 11 della legislazione americana (una sorta di amministrazione controllata tesa al rilancio della società), anche se attesa da molti osservatori, fa scalpore. Kodak, società fondata da George Eastman nel lontano 1988, ha creato nello stesso anno la prima fotocamera destinata ad essere usata da non professionisti, lanciando lo slogan “Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”, nel 1989 Eastman e Reichenback creano la pellicola 35 mm alla base dell’industria cinematografica fino all’avvento del digitale, la sua pellicola invertibile per diapositive Kodachrome (la cui produzione è cessata nel corso del 2010) rappresenta il riferimento assoluto per quanto riguarda la fedeltà e la precisione dei colori. Il business si è espanso e ramificato nel corso degli anni in tantissimi ambiti, forse troppi, fatto sta che l’avvento del digitale, inventato proprio da Kodak nel 1975, con la creazione da parte di Steve Sasson della prima fotocamera rudimentale basata su un sensore CCD da 100×100 pixel in bianco e nero, ne ha segnato il cammino. Kodak, che in quegli anni era nel pieno del suo successo, non ha creduto nella nuova tecnologia, uscendo con il primo modello soltanto nel 1996, con 15 anni di ritardo ed un mercato ormai in mano ai produttori giapponesi. Kodak punterà adesso sulle licenze dei propri brevetti e sul business delle macchine per la stampa professionale ed inkjet consumer. Kodak

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Logo KodakEastman Kodak Co., la società fondata 131 anni fa da George Eastman e che ha scritto la storia della fotografia, è ad un passo dalla bancarotta. Lo scorso mercoledì un articolo del Wall Street Journal diffondeva la notizie di un imminente ingresso nel Chapter 11, l’equivalente della nostra amministrazione controllata, ed il titolo perdeva il 28% del suo valore. Negli ultimi cinque anni il titolo ha perso il 97% del suo valore. Per cercare di scongiurare il fallimento l’azienda ha annunciato una profonda ristrutturazione al fine di ridurre i costi, migliorare la produttività, grazie alla creazione di una struttura più snella, e accelerare la trasformazione in società completamente digitale. “Questa nuova struttura semplificherà l’organizzazione, concentrandola sui clienti finali e creando valore per gli azionisti. Permetterà di allocare le risorse in modo più efficace e ridurre i costi di amministrazione“. I mercati hanno reagito molto bene alla notizia ed il titolo ha guadagnato oltre il 45%. Il problema principale di Kodak resta la liquidità, motivo che potrebbe portare alla vendita di una parte dle portafoglio brevetti, sempre che non riesca a monetizzarli grazie alle cause legali intentate nei confronti di Apple e HTC per la presunta violazione di alcuni brevetti relativi alla condivisione di immagini digitali tra differenti dispositivi. Kodak avrebbe chiesto il blocco dell’importazione e della vendita dei prodotti e un importante risarcimento finanziario. In realtà Kodak punta a rifinanziarsi grazie ad un importante indennizzo, e lo dichiara apertamente nel comunicato ufficiale: “il nostro interesse primario non è quello di interrompere la disponibilità dei prodotti, ma di ottenere un equo indennizzo per l’uso non autorizzato della nostra tecnologia. Il rifiuto delle aziende di compensare adeguatamente Kodak per l’uso della sua tecnologia impedisce la capacità di continuare a innovare e introdurre nuovi prodotti“. Non è la prima causa che vede coinvolta Kodak, a settembre di quest’anno si dovrebbe concludere una precedente causa avviata contro Apple e RIM. Recentemente la società ha venduto la Eastman Gelatine alla concorrente Rousselot (la più grande produttrice mondiale di gelatine per pellicole e carta fotografica).

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