iPad AirApple Insider riprende la notizia pubblicata dallo Standard Digital News, relativa all’acquisto da parte del Kenya di 450 iPad destinati all’uso dei Parlamentari e dei Senatori. La spesa, valutata in 350.000$, apparentemente spropositata per un paese che vede il reddito annuo medio procapite non raggiungere i 1.000$, è ritenuta giustificata alla luce dei sensibili risparmi che potranno essere ottenuti evitando, o riducendo al massimo, l’uso della carta. Le due camere hanno infatti un consumo settimanale di 500.000 fogli di carta che potranno essere eliminati spostando tutto sul digitale: calendario, programma del giorno, documenti e atti potranno essere consultati sul sito interno e condivisi in maniera molto rapida e semplice, garantendo anche un lavoro più efficiente. Il Kenya è il secondo paese africano a scegliere l’iPad per ammodernare il proprio lavoro istituzionale ed eliminare l’uso della carta, preceduto dall’Uganda che ha fatto questo passaggio nel corso del 2013. In Italia, e in altri paesi europei, l’iPad viene usato soltanto a titolo personale da molti parlamentari e solo nel Regno Unito è in corso una sperimentazione.

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Logo free Wi-FiIl Parlamento ha approvato ieri un emendamento che rende libero il Wi-Fi nei locali pubblici italiani. La strada era tracciata da quanto stabilito dal Garante della Privacy lo scorso febbraio, ma serviva un percorso parlamentare per cambiare la normativa esistente. Secondo quanto approvato, i gestori dei locali pubblici non saranno più obbligati a registrare gli utenti che accedono alla propria rete. Fino ad ora la normativa prevedeva la registrazione tramite un pannello di log-in, in modo che l’accesso fosse regolamentato e il proprietario sollevato dalla responsabilità di un eventuale reato commesso sfruttando la propria rete. L’accesso sarà libero, la responsabilità di un eventuale reato sarà verificata solo al verificarsi del reato stesso e non ci saranno più installatori certificati per l’allacciamento alla rete e la gestione del sistema. Non tutto però è ancora chiaro, rimane infatti la normativa che obbliga gli operatori ad identificare gli utenti, e crediamo che l’identificazione dell’utente sia una cosa giusta, utile anch’essa a stimolare l’esercente a rendere libero l’accesso. La strada pare essere quella di rendere effettivamente libero l’accesso solamente a coloro che sono in possesso di una SIM intestata ad una persona fisica. L’iter comunque non è terminato, adesso occorre l’approvazione del Senato.

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