Rezence, ricarica wireless di seconda generazioneAl CES di Las Vegas la Alliance for Wireless Power (A4WP) ha mostrato Rezence, tecnologia per la ricarica wireless di seconda generazione, sostenuta da nomi molto importati dell’elettronica come Acer, Amotech, Asus, Broadcom, Canon, Dell, Deutsch Telekom, Emirates, Fujitsu, Funai, Haier, HP, Hitachi, Foxconn, HTC, Intel, Lenovo, LG, Logitech, Microsoft, Nec, NTT Domoco, Panasonic, Paragon, Qualcomm, Quintic, Samsung, Sandisk, Sharp, Sony, Targus, TDK, Texas Instruments e Toshiba (solo per citare i nomi più noti). Rezence supera tutti i limiti che hanno frenato lo sviluppo e l’adozione delle soluzioni viste fino a oggi, permettendo di ricaricare a distanze superiori tra trasmettitore e dispositivo ricevente, funzionando su qualsiasi tipo di superficie e permettendo di ricaricare contemporaneamente dispositivi che hanno requisiti di alimentazione differenti, come smartphone, tablet, fotocamere, dispositivi indomabili, cuffie e molti altri dispositivi. Rezence sfrutta il Bluetooth 4.0 a basso consumo per stabilire il primo collegamento con i dispositivi, riducendo in questo modo le componenti hardware da inserire nei dispositivi compatibili, e la risonanza magnetica per la ricarica vera e propria.

Ricarica wireless: ci siamo (quasi) !

On 3 Settembre 2012, in Batterie, by admin

Logo IntelCi siamo occupati spesso dell’ultima frontiera del wireless, la ricarica. La tecnologia WCT (Wireless Charging Technology), questo il suo acronimo, esiste da tempo, e si basa sulla risonanza magnetica. Agli ingegneri il duro compito di rendere il tutto efficiente ed economicamente realizzabile. In questi anni sono stati fatti grossi passi avanti in questo senso, ed ora Intel ha comunicato che entro l’inizio del 2013 saranno disponibili i primi “reference design” di nuovi chipset dotati di questa tecnologia, segno che siamo prossimi alla finalizzazione di un vero e proprio progetto commerciale. Aziende interessate potranno a quel punto valutarne approfonditamente l’adozione. Non andrà ancora a sostituire il cavo, ma permetterà ai propri dispositivi di allungare la propria autonomia semplicemente rimanendo a distanza di 1″ dalla fonte di energia, che può essere un computer desktop, un notebook o altro dispositivo che integri il chipset dedicato. Maggiori informazioni sul blog Nbcnews.

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