Logo AGCM completoL’Antitrust ha sanzionato per complessivi 28 milioni di euro sei società italiane per la presunta violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Tra di esse troviamo Telecom Italia, Alpitel, Ceit Impianti, Sielte, Sirti, Site e Valtellina, società che secondo l’AGCM avrebbero agito in accordo attuando manovre lesive nella concorrenza, determinando in maniera coordinata le condizioni economiche contrattuali e delle informazioni trasmesse al regolatore, “con l’obiettivo di limitare il confronto competitivo e prevenire l’evoluzione delle forme di erogazione disaggregata dei servizi tecnici accessori“. Il periodo in cui i fatti si sarebbero verificati si colloca tra il 5 luglio 2012 e il 1° febbraio 2013, e i danneggiati sarebbero nella fattispecie Wind Telecomunicazioni e Fastweb. Comunicato stampa AGCM. Telecom Italia ha comunicato che farà ricorso al TAR del Lazio, dichiarandosi “convinto di aver agito in maniera assolutamente legittima.

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TIM ha annunciato la disponibilità della rete mobile LTE Advanced, indicata commercialmente con la sigla 4G+, in 60 città italiane. Le prestazioni possono arrivare fino a 180 mbps, con prospettive di sviluppo ad inizio 2015 fino a 225 mbps e oltre, nei test di laboratorio presso TILab sono state infatti raggiunte velocità vicine ai 300 Mbps. LTE Advanced o 4G+ sfrutta il carrier aggregation, una tecnologia in grado di combinare due bande di frequenza diverse tra quelle utilizzate, come ad esempio 800, 1800 e 2600 MHz. Telecom Italia specifica che il primo smartphone a poter sfruttare le potenzialità della nuova rete è il Galaxy Note 4 mentre altri terminali verranno proposti nel breve termine. Gli iPhone 6 di ultima generazione possono sfruttare la tecnolgia LTE Advanced con una velocità limite di 150 Mbps. Questo è l’elenco delle città già coperte: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Firenze, Bari, Catania, Messina, Taranto, Brescia, Prato, Reggio Calabria, Livorno, Salerno, Siena, La Spezia, Alessandria, Pistoia, Catanzaro, Pisa, Lucca, Pescara, Novara, Savona, Sanremo, Carrara, Latina, Cuneo, Viterbo, Teramo, Campobasso, Arezzo, Caserta, Grosseto, Viareggio, Asti, Benevento, Torre del Greco, Pozzuoli, Matera, Cremona, Massa, Potenza, Castellammare di Stabia, Afragola, Vigevano, Fiumicino, Aprilia, Legnano, Marano di Napoli, Pomezia, Tivoli, Battipaglia, Anzio, Sesto Fiorentino, Busto Arsizio, Mugnano di Napoli e Giugliano in Campania.

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Telecom Italia - LogoRoberto Opilio, Direttore Technology di Telecom Italia, durante la presentazione dei nuovi servizi Ultra Internet Fibra per la città di Bologna, ha diffuso i piani della società relativi alla fibra ottica e alle reti mobili LTE. La fibra ottica, già presente in 54 città italiante, tra cui i più importanti capoluoghi, verrà estesa al 50% della popolazione italiana entro il 2016, collegando 12,4 milioni di case ad una velocità che, basandosi sull’infrastruttura FTTCab (Fiber to the Cabinet), potrà passare in futuro dagli attuali 30Mbps a 100Mbps (è bene sottolineare che la reale velocità dipenderà poi dalla connessione alla centrale più vicina e dalla sua distanza). L’obiettivo sarà raggiunto grazie ad investimenti che tra il 2014 e il 2016 ammonteranno a 3,5 miliardi di euro. Per la rete mobile 4G LTE di TIM, che promette velocità fino a 100Mbps in download e 50Mbps in upload, ad oggi la copertura riguarda 689 comuni italiani, corrispondenti al 51% della popolazione italiana, e Telecom promette di raggiungere l’80% della popolazione entro la fine del 2016.

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Telecom Italia passa al depeering, ovvero taglia le interconnessioni gratuite tra gli operatori attive dal 1996. Secondo l’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) questa scelta influirà negativamente sul funzionamento di internet e sulla concorrenza, a causa dei percorsi più lunghi, e quindi più lenti, che dovranno seguire i pacchetti dati, e ai costi chiesti agli operatori minori (con i maggiorni prosegue il peering privato) per le interconnessioni divenute a pagamento. Telecom aveva attivato il peering per effetto di una decisione dell’Antitrust, che lo aveva imposto come condizione per concedere l’autorizzazione all’acquisizione di Video Online, con la quale si sarebbe generata altrimenti una posizione dominante di Telecom sul mercato. Negli anni, denuncia l’AIIP, la posizione dominante però si è addirittura rafforzata, per questo viene ritenuto illegittima questa decisione. Renato Brunetti, Presidente di AIIP, ha dichiarato “il rischio è che la rete tenda a ‘collassarsi’ in Telecom, che finirebbe per controllare l’intera rete ed i servizi IP in Italia“, mantre il Vice Presidente Marco Fiorentina ha aggiunto: “Il governo italiano punta giustamente all’innovazione ed alla crescita del Paese, ma scelte come questa di Telecom vanno in direzione opposta. Pensiamo che AGCOM e l’Antitrust debbano intervenire al più presto“. La richiesta dell’AIIP è il ripristino immediato delle condizioni precedenti al depeering, sottolineando come l’esistenza di un sistema pubblico di NAP in Italia rappresenti un vero e proprio valore utile a salvaguardare l’indipendenza della rete: “Internet è un bene comune da tutelare, poiché prezioso e strategicamente indispensabile“.

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L’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) ha approvato il piano di Telecom Italia per portare la internet in fibra ottica nelle principali città italiane. Quattro mesi di sperimentazione del servizio a 100 mbps su un massimo di 40.000 utenti di 7 città italiane dove è già attivo il servizio concorrente di Fastweb. La rete Telecom è pronta per Roma, Milano, Catania, Venezia e Torino, mentre entro fine anno sarà pronta anche a Bari, Bologna e Genova. Finita la sperimentaizone l’offerta potrà essere liberamente estesa e Telecom punta a coprire il 50% della popolazione italiana entro il 2018. I concorrenti potranno accederealla rete all’ingrosso gia nella fase di sperimentazione, usufruento di uno sconto pari al 12% rispetto all’offerta Telecom all’utente finale. Si ipotizza un costo di 47,55 + iva al mese, e quindi all’utente finale intorno a 60€ + iva al mese. Fonte: Repubblica

Si è tenuta a Parigi una conferenza sulla mobilità denominata LeWeb a cui hanno partecipato gli operatori mobili europei, tra cui Telecom Italia e le altre compagnie del gruppo. Emerge nuovamente e con maggior forza la richiesta rivolta ai principali fornitori di servizi come Apple, Facebook, Google e Skype di partecipare alle spese di gestione a causa del forte traffico che sono capaci di generare. Ne avevamo già parlato all’indomani delle dichiarazioni di Franco Bernabè, AD di Telecom Italia, criticando fortemente questa posizione, che adesso viene ribadita in coro da Bernabè, da Stephane Richard di France Telekom e da Cesar Alierta di Telefonica. Noi restiamo della nostra convinzione che il business che gli operatori stanno effettuando con abbonamenti ed opzioni relative al traffico dati sono la diretta conseguenza dei servizi che questi Service provider, ma non solo loro, offrono al mercato e ci troviamo perfettamente concordi con la provocatoria risposta di Giuseppe De Martino di Dailymotion, riportata da Macity: “Pagheremo se loro ci daranno una percentuale sugli abbonamenti dei loro clienti”. Vediamo comunque le ragioni degli operatori …

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La notizia è di dominio pubblico, tutti gli organi di stampa hanno dato ampio risalto all’accordo siglato tra FS e Telecom Italia per assicurare ai viaggiatori la connessione ad internet senza fili su 60 treni Frecciarossa lungo le tratte Torino – Milano – Roma – Napoli. Il servizio partirà il prossimo 12 dicembre, ma le notizie divulgate su TV e carta stampata non ci sono sembrate però sempre chiare ed esaustive, per questo motivo andremo alla scoperta di tutti i dettagli della notizia attraverso il comunicato stampa ufficiale …

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Telecom Italia, per voce di Franco Bernabè, ha lanciato in settimana un attacco contro i colossi del web, soprattutto quelli americani come Apple, eBay, Facebook, Google e Skype, accusandoli di occupare la rete in maniera massiccia, senza però contribuire ai costi di gestione. Questi “colossi del web” indebolirebbero la rete, mettendo a repentaglio il modello di business delle tlc. L’attacco è stato fatto al convegno dell’Asstel “Le telecomunicazioni per l’Italia”.

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Logo Telecom italiaCorrado Calabrò, presidente dell’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha iniziato in questi giorni ad ascoltare i più importanti interlocutori del settore, partendo dall’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabé, che ha illustrato i piani di sviluppo del gruppo per quanto riguarda la rete fissa e mobile. Vediamo i dettagli emersi dall’incontro …

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