Icona 3D dell'App Store di Apple

Open App Markets permetterà il Sideloading su iOS

La proposta di legge denominata Open App Markets ha ottenuto il benestare dalla Commissione di Giustizia del Senato americano ed ora approderà in parlamento per l’approvazione. C’è in ballo il modello di business dell’App Store di Apple, che potrebbe essere costretta a consentire su iOS il cosiddetto Sideloading delle app, così come avviene su Android.

In base alla proposta di legge Open App Markets, se verrà approvata, Apple non potrà obbligare gli sviluppatori ad utilizzare il suo App Store per la distribuzione delle applicazioni, ed il suo sistema dei pagamenti in-AppLa società non potrà nemmeno mettere in atto azioni punitive nei confronti degli sviluppatori che useranno app store e sistemi di pagamento alternativi. 

Apple ha sempre difeso il proprio modello di business relativo all’App Store, sottolineando i rischi per la sicurezza e la privacy derivanti dall’uso di app store alternativi, ed ha scritto in proposito due lettere rispettivamente indirizzate ai Senatori e al Presidente della Commissione Giustizia del Senato, ma a quanto pare senza ottenere il risultato sperato.

A fine gennaio era già stata approvata la proposta di legge, denominata American Innovation and Choice Online Act, che impedisce alle piattaforme online di abusare del loro potere dominante per ostacolare la concorrenza, favorendo i propri prodotti e servizi.

L’obiettivo di queste leggi non è solo Apple, ma tutti i big di internet come AmazonGoogle, Meta e Microsoft, ma è un argomento che coinvolgerà tutte le aziende, grandi e piccole.

La Commissione ha approvato il testo della legge quasi all’unanimità, con un solo voto contrario, quello del repubblicano John Cornyn, del Texas, ma alcuni membri che hanno espresso voto favorevole hanno auspicato delle modifiche da attuare con emendamenti da presentare nel corso della fase finale in parlamento.

Dal lato utente ci sentiamo di criticare questa impostazione legislativa. Crediamo che una società debba poter scegliere liberamente il proprio modello di business, soprattutto quando questo porta innegabili vantaggi all’utenza stessa in termini di sicurezza e privacy, e a maggior ragione quando il mercato offre delle alternative a sviluppatori e utenti, che possono liberamente scegliere se aderire o meno ad una piattaforma. 

Resta poi da capire quale potrà essere il limite all’ingerenza legislativa nei confronti delle scelte interne delle aziende. Fino a che punto è legittimo che il legislatore ponga veti e obblighi a cambiamenti profondi un’azienda che ha implementato sistemi, piattaforme e prodotti, pianificato nel lungo periodo budget e investimenti ?

L’argomento è di forte attualità e coinvolge anche il legislatore europeo, che ad esempio spinge per il connettore unico di ricarica. E’ o non è questo un freno allo sviluppo futuro ?

Siamo curiosi di sapere cosa pensano i nostri lettori di questi argomenti. I commenti sono a Vs disposizione per far sentire la vostra voce e scambiare opinioni.

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