Un futuro fatto di dispositivi impermeabili !

Liquipel - Rivestimento waterproofTra le novità più interessanti mostrate al CES di Las Vegas e al Mobile World Congress di Barcellona c’erano Liquipel e HzO, due rivestimenti che permettono di rendere completamente impermeabili i dispositivis sottoposti al trattamento. Anche Apple sta lavorando in questa direzione, ma con un approccio apparentemente diverso. Vediamo di approfondire la questione …

Liquipel fornisce un servizio di rivestimento (al momento solo nel distretto californiano) che prevede che il dispositivo venga inviato ai propri laboratori, dove verrà smontato e rivestito in modo da garantire la completa impermeabilità. HzO lavora invece con i produttori dei vari dispositivi per integrare la propria tecnologia chiamata WaterBock direttamente nelle linee di produzione dei propri clienti. In entrambi i casi si tratta di tecnologie pensate per salvare i dispositivi dall’umidità e da immersioni accidentali e di breve durata, non per scopi subacquei.

Apple sta lavorando a soluzioni che rendano i propri device impermeabili, ma con un approccio differente, come dimostrato da alcuni brevetti depositati con il titolo “Inhibiting Moisture Intrusion in a Very Small Form Factor Consumer Electronic Product“. In pratica Apple vuole bloccare l’ingresso dell’umidità lavorando sulla struttura, utilizzando quindi sistemi sigillanti creati durante l’assemblaggio abbinati all’uso di pasta saldante e nastri sigillanti.

Certamente la caduta in acqua è un evento molto frequente per dispositivi tascabili come cellulari, lettori mp3, mentre la caduta di acqua sul dispositivo può colpire anche notebook, computer desktop ed ogni altro dispositivo elettronico. L’utilizzo di tecniche waterproof possono comportare anche notevoli risparmi in fase di produzione e di assistenza, grazie all’eliminazione dei sensori di umidità presenti in tutti i dispositivi. L’iPhone ad esempio ne conta quattro, due esterni, visibili all’intenro del connettore Dock e della presa auricolari, e due interni, e la verifica di essi è una delle prime cose che vengono fatte quando si porta un dispositivo in assistenza.

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