Riconosciuto il diritto d’autore per le proprie foto pubblicate su Facebook

  La pubblicazione di foto sulla propria pagina Facebook da parte dell’autore non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici. Questo è quanto ha riconosciuto la IX sezione del Tribunale di Roma, sentenziando che la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l’impostazione “Pubblica” non riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook. Il caso è stato seguito dallo Studio Lipani Catricalà & Partners, che ha ottenuto il risarcimento del danno da parte del quotidiano che aveva pubblicato le foto stesse senza alcuna autorizzazione, inclusi danni morali. Fonte

Google converte i banner da Flash ad HTML5

Google Adwords logoGoogle ha annunciato mercoledì che è iniziata la conversione degli annunci pubblicitari della propria piattaforma AdWords da Flash a HTML5, un passo che tende a rendere il web più snello e compatibile con un maggior numero di dispositivi, a tutto vantaggio degli inserzionisti e del proprio business. Non tutti gli annunci pubblicati precedentemente potranno essere convertiti nel più efficiente formato, ma ove possibile la conversione sarà automatica. Si tratta di una morte graduale per Flash, iniziata con la mancata implementazione da parte della Apple di Steve Jobs nei propri dispositivi mobili, e proseguita poi con l’inserimento del player HTML5 su YouTube, divenuto poi l’impostazione predefinita. Oggi che la maggior parte del traffico web avviene tramite dispositivi mobili, la scelta diventa obbligata. Flash avrà ancora vita presumibilmente lunga, ma il percorso è un declino costante, a favore di tecnologie più efficienti e sicure.

Il video embedding non infrange il diritto d’autore

Embedding iconLa Corte Europea, sollecitata da alcuni giudici tedeschi impegnati su un caso complesso raltivo al diritto d’autore, ha stabilito che l’embedding di contenuti video non infrange il copyright, essendo i click stessi che vengono generati un collegamento al video nella sua posizione originale. L’embedding è stato quindi (secondo noi correttamente) equiparato all’inserimento di un semplice linkLa decisione è destinata ad aver effetti importanti in tutta Europa, compreso il nostro paese. La SIAE ed equivalenti enti europei hanno infatti imposto dal 2011 un compenso a carico chi incorpora (embedding) i trailer cinematografici nei propri siti web, con lo scopo di rispettare il diritto d’autore relativo alla colonna sonora. Approfondiamo insieme … Continua a leggere Il video embedding non infrange il diritto d’autore

L’Antitrust indaga su Apple, Google, Amazon e Gameloft per gli acquisti in-app

AGCM - LogoL’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria per verificare se i modelli di vendita utilizzati da Google, Apple, Amazon e Gameloft nei propri store virtuali e all’interno delle applicazioni siano conformi alle normative vigenti o meno. L’attenzione va in modo particolare alla diffusa pratica di proporre applicazioni gratuite che contengono però al loro interno acquisti in-app, necessari per sbloccare funzioni avanzate, rendere completamente operative quelle presenti o, nel caso dei giochi, acquistare monete virtuali, bonus o boost di varia natura. Nonostante le società abbiano incluso icone o indicazioni specifiche per segnalare questo tipo di applicazioni, secondo l’Autorità c’è la reale possibilità che il consumatore possa erroneamente ritenere completamente gratuite queste App o non in grado di conoscere in maniera preventiva gli effettivi costi. Approfondiamo … Continua a leggere L’Antitrust indaga su Apple, Google, Amazon e Gameloft per gli acquisti in-app

Nuove regole per l’e-Commerce dal 13 giugno 2014

Shopping OnlineNuove regole per l’e-commerce dal prossimo 13 giugno, data in cui entra in vigore la direttiva europea 2011/83 approvata lo scorso 26 marzo. L’obiettivo della direttiva è di fornire maggiori garanzie per i contratti a distanza, e si applica agli ordini dal valore superiore ai 50 euro. Il diritto di recesso passa da 10 a 14 giorni dal ricevimento della merce, che diventano automaticamente 3 mesi nel caso in cui il venditore non informi il consumatore relativamente a questa possibilità. Per restituire la merce ci saranno ulteriori 14 giorni di tempo, ed il venditore dovrà rimborsare l’acquirente in 14 giorni dalla comunicazione di recesso (contro gli attuali 30 giorni). Quest’ultimo è un elemento critico e già contestato da molti perchè il venditore si trova costretto a rimborsare l’acquirente prima di aver ricevuto materialmente indietro il prodotto. L’esercente è obbligato a dichiarare i costi che il consumatore dovrà sostenere nel caso debba restituire i beni acquistati, se le informazioni non sono chiaramente indicate il costo della restituzione sarà interamente a carico del venditore. Inoltre, le opzioni aggiuntive e non obbligatorie non potranno più essere selezionate di default (una pratica molto diffusa); ciascuna opzione aggiuntiva dovrà essere esplicitamente selezionata dal consumatore. La direttiva stabilisce inoltre che i contratti a distanza per l’acquisto di beni via telefonica o tramite catalogo vengano considerati perfezionati soltanto a seguito della firma di un contratto cartaceo o digitale (ambito in cui entra in gioco la firma digitale e la posta elettronica certificata).

Heartbleed – Da 2 anni a rischio il traffico web !

Heartbleed - Bug nelle librerie di crittografica del traffico WebAvete sentito parlare di Heartbleed negli ultimi giorni ? Heartbleed è un grave bug individuato nel sistema di crittografia open-source denominato OpenSSL, implementazione open source dei protocolli SSL e TLS, che rappresenta la più diffusa libreria utilizzata per cifrare il traffico web. Il bug è molto pericoloso in quanto permette di rubare informazioni protette con la cifratura SSL/TLS, quella che permette alle pagine di mostrarsi con il lucchetto chiuso ad indicare che sulla pagina è attiva la protezione. Acquisti Online, servizi di remote banking, mail, instant messaging (IM), reti virtual private network (VPN) ecc., sono molti gli ambiti di utilizzo che si è scoperto ora essere potenzialmente a rischio. Alcune dellee versioni di Open SSL contenenti il bug sono in circolazione da due anni, quelle a rischio sono la versione 1.0.1 e 1.0.1f, e la prerelease 1.0.2, presenti in molti sistemi operativi Unix-based e in distribuzioni Linux come Debian, Ubuntu, CentOS, Fedora, OpenBSD, FreeBSD, NetBSD e OpenSUSE. Da qualche giorno sono disponibili  versioni aggiornate di OpenSSL che eliminano il problema, ma l’aggiornamento dei siti web e dei servizi che utilizzano le versioni incriminate e la loro tempestività è a discrezione dell’amminstratore o del gestore. Per poter verificare la presenza della vulnerabilità è stato realizzato un sito ad hoc, che però pare non essere affidabile al 100%. Non basterà inoltre effettuare l’aggiornamento perchè le chiavi di cifratura in circolazione potrebbero essere state intercettate, occore quindi richiamarle e generarne di nuove. Tra le società che sembrano aver verificato la presenza del rischio ci sono Amazon e Yahoo, tra quelle che non sono state a rischio, perchè utilizzano differenti implementazoni di SSL/TLS, troviamo Apple, Google e varie banche. Maggiori informazioni sul sito dedicato heartbleed.com.

Facebook compra WhatsApp per 19 miliardi di dollari !

WhatsApp - IconaLa notizia è di quelle forti, Facebook ha acquisito WhatsApp per 19 miliardi di dollari, la più diffusa applicazione di messaggistica istantanea passa sotto il controllo del più grande social network esistente. Ci sarà da aspettarsi una prossima integrazoine tra i servizi oppure resteranno due entità e due applicazioni differenti ? La messaggistica di Facebook, diciamo la verità, non ha mai sfondato più di tanto, ecco quindi Mark Zuckemberg mettere mano al portafoglio ed effettuare un investimento imponente per un App ed un servizio che fino ad ora sono stati pressochè gratuiti. Lo rimarranno ? Tanti interrogativi dietro a questa operazione. Dei 19 miliardi, 3 andranno sotto forma di azioni ai fondatori di WhatsApp, mentre uno di essi, Jan Koum, entrerà nel consiglio di amministrazione di Facebook. Lo scorso anno Facebook aveva comprato Instagram, portandosi a casa la più importante applicazione per lo scatto e la condivisione di immagini in stile Fotografia istantanea. Facebook, Instagram, WhatsApp … le tre applicazioni forse più utilizzate in assoluto sugli smartphone di tutto il pianeta appartengono al giovane Zuckenberg, che in merito a WhatsAppp assicura gli utenti garantendo che non ci saranno variazioni al servizio, non ci saranno costi aggiuntivi, non ci saranno pubblicità; a quanto riferisce l’accordo non sarebbe stato raggiunto senza questi punti fermi.

Apple si impegna con 100 milioni di dollari nell’iniziativa ConnectED voluta da Barack Obama

ConnectED - Iniziativa di Barack Obama per la connettività degli studenti americaniIl Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato l’iniziativa chiamata ConnectED, lanciando un appello al mondo delle imprese, agli insegnanti e alle famiglie, per lavorare insieme in modo da “connettere i ragazzi al 21° secolo grazie alle nuove tecnologie“, e “per fare vivere ancora il sogno americano nel loro futuro“. All’appello hanno risposto i principali colossi USA come Apple, AT&T, Microsoft, Sprint e Verizon. La notizia di questi giorni è l’impegno di Apple, che fornirà 100 milioni di $ in iPad, computer e altri strumenti. Apple si affianca alle iniziative delle altre società impegnate nell’iniziativa: AT&T e Sprint contribuiscono con i propri network wireless fornendo connettività, Verizon ha investito 100 milioni di $ cash ed ha avviato una raccolta fondi, mentre Microsoft ha offerto 12 milioni di copie gratuite di Microsoft Office e sta rendendo disponibile Windows a prezzi scontati. Gli istituti scolastici pubblici coinvolti sono circa 15.000. Il piano ConnectED, annunciato lo scorso giugno, si pone l’obiettivo di aumentare la percentuale degli studenti statunitensi connessi ad Internet dal 20% al 99% entro 5 anni.

Internet Festival 2013 a Pisa fino al 13 ottobre

Internet Festival 2013 - PisaDurerà fino a domenica l’Internet Festival 2013 inaugurato ieri a Pisa con un flash mob svoltosi nella centralissima Logge di Banchi. L’evento diretto da Claudio Ciuia si suddivide in quattro aree tematiche: Internet for Citizens (innovazione intesa come miglioramento della qualità della vita attraverso la rete); Internet for Makers (idee e opportunità lavorative nate grazie al web); Internet for Tellers (la rete come luogo di flussi informativi, con un’analisi dei contenuti realizzati dalle e sulle donne) e SmartUp (una sezione pensata per funzionare come piattaforma di networking e incubatore). In programma 150 eventi a ingresso libero, con 200 relatori tra imprenditori, giornalisti, politici, filosofi, scienziati ed esperti del settore, 20 location e un ricco programma di incontri, dibattiti, workshop e laboratori dove si parlerà di start up, applicazioni per smartphone e tablet, futuro dell’editoria, identità femminile in rete e molto altro.

Adobe sotto attacco – Violati quasi 3 milioni di account !

Logo AdobeI servizi web di Adobe hanno subito un pesante attacco che ha portato alla violazione di quasi 3 milioni di account, con accesso a dati sensibili degli utenti che permetterebbero di risalire a nomi, codici cifrati di carte di credito e molte altre informazioni sensibili. Nel comunicato stampa diffuso dalla società si legge: “Gli attacchi informatici sono una delle sfortunate realtà nel fare business di oggi. Data la diffusione di molti dei nostri prodotti, Adobe ha attirato una crescente attenzione da parte degli aggressori informatici. Molto di recente, il team di sicurezza di Adobe ha scoperto elaborati attacchi sulla nostra rete, che includono l’accesso illegale alle informazioni dei nostri clienti, così come il codice sorgente di numerosi prodotti Adobe. I due attacchi potrebbero essere correlati“. Adobe informerà tutti i clienti le quali carte di credito o debito siano state coinvolte nell’attacco e metterà in atto una serie di operazioni e procedure per aiutare gli utenti coinvolti nell’episodio … Continua a leggere Adobe sotto attacco – Violati quasi 3 milioni di account !

La Cassazione sentenzia: i blog non sono un prodotto editoriale, assolto Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina !

Corte di CassazioneLa Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che coinvolge internet e l’informazione fatta a colpi di blog. In pratica la Corte ha sancito che un blog non può essere considerato “stampa clandestina”. Pare assurdo, ma con le leggi che la Repubblica italiana si ritrova questo era possibile, e la Corte è stata chiamata ad esprimersi proprio per questa accusa. La Legge n° 47 dell’8 febbraio del 1948 recita, “chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta (…) è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa. (…) La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell’editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero“. La legge mal si addice agli sviluppi tecnologici dell’era moderna, ma è in vigore. In base ad essa nel 2008 Carlo Ruta, storico e saggista siciliano, è stato condannato proprio per il reato di “stampa clandestina” dal tribunale di Modica, condanna successivamente confermata in appello, presso il tribunale di Catania. Carlo Ruta gestiva un blog che si occupava di argomenti scottanti, analizzando i fenomeni mafiosi del proprio territorio, offrendo spunti di riflessione e fornendo informazioni di vario genere. La sentenza della Corte di Cassazione ha quindi un valore storico, stabiliendo che un blog non è di per sé un prodotto editoriale e la figura del blogger non è sovrapponibile con quella del giornalista. Approfondiamo la delicata questione … Continua a leggere La Cassazione sentenzia: i blog non sono un prodotto editoriale, assolto Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina !

Il ritardo italiano sulla banda larga incide sul PIL per l’1.5%

Neelie Kroes Nel corso dell’intervento tenuto al Forum di Confindustria Digitale, Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Ue e responsabile di Bruxelles per l’agenda digitale, ha dichiarato che il ritardo italiano nella diffusione della banda larga rispetto a paesi come la Francia e la Germania è di 10 punti percentuali, un ritardo in grado di impattare negativamente sul PIL per l’1,5%. E’ necessario che l’Agenda Digitale del governo si traduca in maggiorni investimenti sulle nuove tecnologie, in modo da tradursi in spinta economica. Secondo i dati forniti dalla Kroes “il 41% degli italiani adulti non ha mai usato Internet, una percentuale doppia o tripla rispetto ai francesi, inglesi o tedeschi, ma anche tra i giovani ci sono ritardi, la percentuale di chi studia informatica è inferiore di un terzo a quella degli altri stati europei“.

Google condannata per il servizio gratuito Google Maps

Google Maps - IconaDalla Francia arriva la notizia della condanna di Google per abuso di posizione dominante. Oggetto del contendere è stato il servizio gratuito Google Maps, che Google può permettersi di finanziare grazie alla vendita di pubblicità mirata in base al pofilo degli utenti, quindi pubblicità con un più alto grado di conversione, che si traduce in un maggiore ritorno per gli advertiser. La denuncia era arrivata da Bottin Gartographes, una società che ha come core business proprio la vendita di cartografie e mappe, e che ha puntato l’indice contro la società di Mountain View per concorrenza sleale. Secondo la società francese l’operazione di Google è tesa ad eliminare la concorrenza, per poter poi trasformare il servizio da gratuito a pagamento. La Corte ha riconosciuto l’istanza della società francese, ed ha emesso una sentenza che ha punito Google con 15.000€ di penale e 540.000€ di risarcimento da versare nelle casse della società denunciante, ma certamente ci sarà un ricorso in appello. Gizmodo

L’ICCAN amplia i Top Level Domain, registrabile qualsiasi parola !

Logo ICCANDal 12 gennaio 2012 l’ICCAN amplia i Top Level Tomain (TLD) generici, permettendo la registrazione di qualsiasi tipo di parola, in qualunque lingua, incluse quelle non latine (arabo, cinese, cirillico). Le domande possono essere inoltrate entro il 29 marzo a partire dalla pagina appositamente predisposta per fornire ogni spiegazione. I nuovi TLD, che diverranno operativi soltanto dal prossimo anno, avranno un costo non indifferente: 185.000$. Non mancano le polemiche, in modo particolare da parte di alcune grandi aziende che vedono nei nuovi TLD una minaccia ai propri brand, e molto onerose le operazioni di protezione da mettere in atto, chi ha già fatto i conti parla di una spesa attorno ai due milioni di dolalri. L’Iccan garantisce massima attenzione per evitare possibili frodi e comportamenti scorretti da parte dei richiedenti. A seguire un video che fa una panoramica sull’argimento … Continua a leggere L’ICCAN amplia i Top Level Domain, registrabile qualsiasi parola !

Lo stato della rete !

MondoVi segnaliamo un’interessante articolo sull’analisi della rete effettuata da Akamai, realtà leader nella fornitura di piattaforme di distribuzione di contenuti via internet. Con i suoi 77.000 server distribuiti in 71 paesi, e con clienti del calibro di Adobe, Audi, Cathay Pacific, Logitech, MTV Network, MySpace, Verizon Wireless, Amazon.com,  Apple, CBS, eBay, Facebook, FedEx, Microsoft, McAfee, NASA, NBA, NBC, NHL, Nintendo, IBM, IKEA, Reuters, Sony BMG, Symantec, U.S. Air Force e Yahoo!, giusto per citarne alcuni, è in grado di fotografare molto bene la sitauzione a livello globale. Potete partire dall’introduzione, o andare direttamente ad argomenti specifici come:  Attacchi informatici: paesi d’origine e porte bersaglio, Penetrazione della rete e IPv6 World Day, Connettività – Velocità medie di connessione, Connettività – Velocità medie di picco, High Broadband, Broadband e Narrowband e Connettività mobile.