Facebook ed il copyright dei contenuti editoriali

Si fa sempre più complessa la posizione di Facebook, alle prese con la guerra lanciata ad Apple per la questione delle etichette sulla privacy, con le sanzioni dell’AGCM italiana, e adesso anche con nuove normative sul diritto d’autore, che hanno portato Facebook a bloccare in Australia tutti i contenuti multimediali sulla propria piattaforma. Vediamo di comprendere meglio la vicenda …

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Social network con lo SPID

La scorsa settimana si è consumata una tragedia che ha coinvolto Tik Tok, che ha portato alla morte di una bambina di 10 anni per una presunta sfida svoltasi sul social network. Molte le reazioni alla vicenda. Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto drasticamente “vietando l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti che si trovano sul territorio italiano per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età”. Questo ha dato il via ad un acceso dibattito sulle modalità da implementare per la verifica dell’età degli iscritti ai social network. La Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa e l’associazione Consumerismo No Profit hanno proposto di usare lo SPID.

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Nominati i primi 20 membri del comitato per il controllo di Facebook e Instagram

Sono stati annunciati i primi 20 membri del Comitato per il controllo, entità alla base dell’iniziativa messa in campo da Facebook circa un anno fa per affrontare alcune tra le questioni più difficili sul tema della libertà di espressione online. Il comitato stabilirà cosa può comparire sul social network e cosa deve invece essere rimosso, pubblicando in trasparenza ogni provvedimento con la relativa motivazione e la possibilità di fare ricorso.

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100 milioni di $ da Facebook per le piccole imprese

In risposta all’emergenza dovuta alla pandemia di Coronavirus, Facebook ha annunciato nei giorni scorsi una serie di iniziative a supporto delle autorità sanitarie americane e delle piccole aziende a livello globale.

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Facebook si attiva per frenare la condivisione delle bufale

Facebook - Segnalare le bufaleUno dei problemi del social network più diffuso al mondo, Facebook, è quello delle bufale. Informazioni errate, segnalazioni di eventi inesistenti o mai avvenuti, vere e proprie invenzioni, vengono pubblicate e condivise. Più la notizia è sorprendente e più il meccanismo della condivisione propaga l’informazione in ogni dove, una condivisione fatta generalmente in modo molto leggero, senza porsi domande, il più delle volte senza verificare alcunché. Facebook, cosciente di questo, sta cercando di porre rimedio introducendo un nuovo strumento che permetterà agli utenti di segnalare un contenuto come bufala. Lo trovate/troverete nel menù a comparsa presente nell’angolo in alto a destra di ciascun elemento pubblicato, dove già è presente la voce per segnalare lo spam. Non verrà operata la cancellazione del contenuto, ma varie segnalazioni convergenti determineranno una forte penalizzazione che frenerà la sua propagazione. Facebook ha rilasciato un comunicato ufficiale nel quale afferma anche che la nuova opzione non è stata utilizzata nel caso di pagine palesemente votate alla satira.

Cliccare “mi piace” o condividere un post offensivo può esporre al reato di concorso in diffamazione aggravata

Black Facebook LikeScrivere post offensivi sui social network espone l’autore del post al reato di diffamazione aggravata, reato più grave della semplice diffamazione in quanto, secondo un orientamento ormai consolidato, un social network equivale ad una piazza, un luogo quindi che, seppur virtuale, è in grado di amplificare il danno nei confronti della vittima. Secondo alcune Procure della Repubblica però anche chi clicca “Mi Piace” o condivide il post in questione è passibile dello stesso reato, in quanto contribuisce ad aumentare il discredito, ed ultimamente sono stati effettuati i primi rinvii a giudizio per concorso in diffamazione aggravata. L’offesa alla reputazione della vittima viene ritenuta infatti direttamente proporzionale al numero di persone che apprezzano il post offensivo o lo condividono con i propri contatti. Spesso un click su “Mi Piace” o una semplice condivisione vengono fatti con leggerezza, è invece forse il caso di ponderare bene ciò che si sta facendo onde evitare di ritrovarsi di fronte a brutte sorprese.

Google+ – Bloccare l’uso di nome e immagine nelle pubblicità

Apprendiamo da un articolo del New York Timesgoogle-plus-logo-2 che ben presto Google potrà utilizzare il nome, l’avatar, giudizi e commenti dei propri utenti Google+ come testimonial nei propri annunci pubblicitari. Questo sarà possibile grazie ai recenti cambiamenti dei termini di servizio, cambiamenti che entreranno in vigore dal prossimo 11 novembre. Saranno gli amici, o gli appartenenti a determinate cerchie, a vedere i messaggi personalizzati, una pubblicità così fatta è stato verificato essere più incisiva e dare migliori risultati, proprio grazie alla presenza di persone conosciute all’interno dell’annuncio stesso. Google però ha servizi molto estesi, che comprendono le attività su Google Maps, i video su YouTube, le immagini su Picasa, e pertanto lo sfruttamento del proprio account a tali fini potrebbe facilemnte travalicare i confini del social network. Se non desiderate che ciò avvenga è bene sapere che c’è la possibilità di escludere questa funzione nelle impsotazioni del propiro account Google+, per fare ciò è necessario collegarsi ad seguire questo link ed eliminare la spunta dal checkbox a fondo pagina, escludendo così proprio loro profilo, completo di immagine e nome, da eventuali messaggi pubblicitari.