La mia Leica X1 (aggiornato)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo scritto dall’amico Stefano, che racconta il suo percorso fotografico dai tempi dell’università fino ad oggi, dalla prima macchina fotografica, una Voigtländer Vitoret, all’ultima Leica X1. Il passaggio tra analogico e digitale ha segnato un confine, coloro che hanno conosciuto la fotografia nell’era digitale, con fotocamere infarcite di funzioni elettroniche, alcune eccezionali, altre del tutto superflue, difficilmente avranno un buon approccio con la Leica X1, la semplicità spiazza e spaventa perchè tutto quello che abbiamo a disposizione sono due ghiere, la messa a fuoco e la nostra creatività che lasciamo forse troppo spesso in balia delle ultime innovazioni in fatto di elaborazione dell’immagine, algoritmi per la riduzione del rumore, e funzioni più o meno automatiche. Non mancano riflessioni su analogie tra Leica ed Apple. Ma lasciamo la parola a Stefano …

La mia prima macchina fotografica fu una Voigtländer Vitoret con messa a fuoco manuale e otturatore centrale. Finalmente da studente universitario mi posso permettere la prima reflex, la Icarex Zeiss 35S, si era intorno agli anni ’68 – ’70, in pieno boom della fotografia e della contestazione giovanile. La reflex simbolo era allora la Nikon F ma io preferii la Zeiss in virtù della qualità delle ottiche (come studente di Biologia potevo fare il confronto tra i microscopi Zeiss e Leitz e quelli giapponesi). Come futuro biologo una gran parte della mia attenzione fotografica era, lo è tutt’ora, verso la macro-fotografia e la fotografia naturalistica. Uscivo sempre carico di ottiche, tubi di prolunga, soffietti, flash e pellicole diapositive a 50 ASA (ISO oggi); la pellicola invertibile da me più usata era la magnifica Agfachrome 50S che sviluppavo in proprio. Ma essendo iscritto ad uno dei più prestigiosi club fotografici cittadini e nazionali, l’originale Club il Cupolone di Firenze, fui allora sensibilizzato anche verso i generi più classici della fotografia. E’ lì che ho imparato i segreti dell’inquadratura, degli accostamenti cromatici e del sapiente uso delle lunghezze focali. Ed è lì che ho imparato a fotografare e a considerare sempre l’aspetto artistico più importante di quello tecnico.

Pur possedendola uscire con una macchina fotografica reflex con varie ottiche non fa più per me e sebbene gli zoom abbiano fatto passi da gigante in fatto di qualità, secondo me un’ottica fissa non ha ancora rivali. Concepisco le reflex digitali classiche solo come evoluzione tecnica delle loro nonne analogiche come la mia Zeiss Icarex e per applicazioni speciali quali la macro-fotografia. Per il resto le macchine digitali non reflex di alto livello e delle migliori marche sostituiscono nella maggior parte dei casi amatoriali le ingombranti e pesanti reflex, qualità delle ottiche a parte!?

L’acquisto da parte mia della Canon 60D è frutto di una occasione non comune ed imprevista poiché ero già soddisfatto possessore della Canon 550D. Di conseguenza, dopo aver provato per qualche giorno la 60D, mi sono reso conto che tenerle entrambe non avrebbe avuto senso e quindi la 550D l’ho cambiata con un’altra macchina fotografica molto diversa da una reflex e che fa della semplicità d’uso e della qualità delle immagini prodotte (sia RAW che JPEG) il suo cavallo di battaglia. Si tratta di una Leica, da sempre il massimo in fatto di fotografia 35 mm (il formato 24×36 è stato usato in fotografia per la prima volta proprio da Leica e gli altri fabbricanti si sono poi adeguati vista la scelta vincente. E qui la prima analogia con Apple dove da anni assistiamo alla comparsa di prodotti anti iPod, anti iPhone, anti iPad e perché no anti Mac e anti MacOSX ma mai nessuno li supera. Leica è quindi l’Apple della fotografia). Non potendomi permettere la M9 ho optato per la Leica X1 con sensore APS – C, macchina interamente costruita in Germania negli stabilimenti di Solms. Ecco il link al sito Leica: http://it.leica-camera.com/photography/compact_cameras/x1

Dopo aver letto le caratteristiche molti rimarranno perplessi. Come, diranno, una macchina con un sensore da soli 12,2 Megapixels e per di più con ottica fissa e senza la maggior parte delle funzioni di una reflex moderna (funzioni che i costruttori si ostinano ad infilare nelle reflex e nelle compatte e che il 50% degli users dilettanti useranno si e no una volta e l’altro 50% non sa nemmeno di avere). E poi costa più di 1500 euro! Forse i giovani la penseranno così ma per noi “vecchietti” della fotografia usare la X1 ci riporta al passato con i benefici della moderna tecnologia e di un’ottica meravigliosa sicuramente all’altezza della fama Leica; abbinata ad un Mac poi …

Negli anni ’30 del secolo scorso Henry Cartier -Bresson iniziò a fotografare con la sua Leica 1 ad ottica fissa 50 mm. Le stampe sono esattamente uguali al negativo, non ha mai tagliato niente in sede di stampa delle foto (vedere le sue foto per favore e imparare cosa vuol dire cogliere l’attimo!!). Come con la sua antenata anche la Leica X1 ci consente di concentrarsi esclusivamente sul soggetto senza distrazioni come invece spesso accade con le moderne reflex super dotate di possibilità varie e con zoom ultra-focali e di conseguenza ultra-pesanti.

L’analogia con Apple non è riferita solo alla qualità dei prodotti Leica ma anche alla cura con cui li confeziona. Questo il filmato dell’unboxing della X1 …

La X1 è semplicissima da usare, come un Mac. E come un Mac non tradisce mai. Della X1 ci sono numerose recensioni di autorevoli esperti nel campo come per esempio: http://www.stevehuffphoto.com/2010/01/05/the-leica-x1-digital-camera-review/ oppure per gli aspetti più tecnici: http://www.dpreview.com/reviews/LeicaX1/

Praticamente, una volta scelta la modalità di messa a fuoco, gli ISO e altri semplici parametri, ci possiamo concentrare esclusivamente sulle manopole poste sul lato superiore della macchina che determinano i tempi di scatto ed i diaframmi. Se entrambe sono posizionate su A la macchina lavora in automatico mentre se una delle due è su una cifra si ha priorità di tempi o di diaframmi e, infine, se entrambe non sono su A, si ha la combinazione manuale.

One more thing: registrando la X1 sul sito Leica si ha diritto ad una licenza dell’ultima versione del software Adobe Lightroom il che corrisponde oggi ad un “regalo” di quasi 300 Euro.

3 commenti su “La mia Leica X1 (aggiornato)”

  1. ma qualche impressione sulla qualità di immagine? sull’uso? sullAF? ad alti iso? a parte il feeling con il corpo altre cose?

  2. La qualità dell’immagine? è semplicemente una Leica, sull’uso: è leggera non troppo ergonomica ritengo all’inizio poi si fa l’abitudine impostazioni intuitive e menù semplicissimo. Messa a fuoco automatica non a livello delle reflex, ottima invece quella manuale con uno zoom elettronico in un frame del display. Ottima la combinazione con mirino ottico. Ad alti ISO? è una Leica e quindi con un rumore di fondo molto basso anche se personalmente difficilmente supero i 400. Sull’uso intensivo ti saprò essere più preciso verso fine mese al mio ritorno da un soggiorno in Val di Fassa.

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