Immuni

Immuni non pervenuta

Immuni non pervenuta. Si è fatto un gran parlare dell’app per il tracciamento dei contatti, ma nel momento in cui ce n’era più bisogno, con i dati della pandemia fuori controllo, Immuni si è come dissolta, nessuno nemmeno ne parla più. Che cosa è successo ?

Dopo la lentezza iniziale, dovuta in buona parte alle polemiche (infondate) dovute principalmente alla disinformazione sull’argomento privacy, le installazioni di Immuni avevano cominciato, anche se in forte ritardo, a crescere.

Dai 7 milioni del 5 ottobre si era rapidamente passati agli 8 milioni della settimana successiva, e poi agli oltre 9 milioni della seconda metà del mese di ottobre. Poi qualscosa si è inceppato.

Una battuta d’arresto veramente difficile da accettare. 

Lo stesso profilo twitter ufficiale di Immuni, che pubblicava quotidianamente informazioni, non da più segnali di attività dal 20 ottobre, quando annunciava il superamento di 9,1 milioni di download e l’interoperabilità a livello europeo insieme alle corrispondenti applicazioni di Irlanda e Germania.

Immuni ha fallito, ma non è colpa di Immuni.

Evidentemente il sistema che doveva garantire il tracciamento, anche (ma non solo) attraverso l’applicazione, è stato travolto dalla seconda ondata e non è stato in grado di gestire la situazione, e forse le risorse che dovevano lavorare per promuovere e gestire l’applicazione sono state dirottate altrove. Non troviamo altre spiegazioni. Fatto sta che i download sono rimasti molto lontani dalla percentuale che veniva considerata minima, per poter raggiungere un’efficacia nel tracciamento.

La responsabilità però non è da attribuire esclusivamente alla scarsa partecipazione da parte della cittadinanza: questo è solo uno degli elementi che dovevano contribuire al successo dell’applicazione. Il quadro è più complesso, e le responsabilità maggiori vanno probabilmente attribuite alle negligenze di alcune regioni e del sistema sanitario che doveva garantire l’inserimento delle positività nell’applicazione stessa. Un meccanismo evidentemente poco efficace, basato tutto sulla volontà personale nel “denunciarsi” positivi con l’applicazione e personale non adeguatamente partecipe dell’iniziativa. Ci sono anche i racconti di chi, volendo dichiararsi positivo con l’app, ha avuto grosse difficoltà a farlo.

L’adozione di Immuni ha avuto una brusca frenata proprio quando ci sarebbe stato più bisogno dell’applicazione. Tutto questo ha generato molta sfiducia sull’efficacia della tecnologia, rendendo vana anche l’interoperabilità europea che oggi coinvolge Italia, Germania, Irlanda, Lettonia, Danimarca, Croazia e Spagna.

Decisamente un’occasione persa, ognuno si senta responsabile per la propria parte.


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