Chiude il blog del POC (Powerbook Owners Club)

POC - Powerbook Owners ClubChiude il blog del POC, il Powerbook Owners Club, ovvero il punto di riferimento per tanti anni dei cosiddetti “nomadi digitali“, coloro che precorrendo i tempi già scorrazzavano armati di palmari (i Newton) e portatili, connessi appena possibile e come possibile alla rete, in tempi in cui tutto ciò non era nemmeno nell’immaginazione di una larga fetta di coloro che oggi vanno giustamente orgogliosi dei propri iDevice. Erano tempi in cui Apple combatteva per sopravvivere, e tanti appassionati in tutto il mondo facevano “evangelismo”. Il POC in Italia era la realtà più attiva ed i membri più anziani della mac-community ricorderanno che anche le nostre mac.night sono nate sotto il nome di MacPocPizza, proprio prendendo spunto dagli amici milanesi, e l’appuntamento fisso del penultimo venerdì di ogni mese è nato proprio per non sovrapporsi ma affiancarsi alle serate organizzate dal Powerbook Owners Club. Scrive Fabrizio Re Garbagnati: “Siamo stati il primo e il più importante AMUG italiano, abbiamo portato internet e cultura digitale, rappresentato le nostre idee e amato la tecnologia che è diventata il futuro che stiamo vivendo. La nostra missione è stata portata a termine. :-) …”

Siamo stati il primo e il più importante AMUG italiano, abbiamo portato internet e cultura digitale, rappresentato le nostre idee e amato la tecnologia che è diventata il futuro che stiamo vivendo. La nostra missione è stata portata a termine.

Abbiamo fatto cose straordinarie, in quegli anni, evangelismo quando eravamo pochi e bellissimi, con i Newton arrampicati ad Internet attraverso il cavo di un Motorola, mangiando burritos in via Magolfa e correndo in autostrada, per tutta l’Italia, con un wireless fra le macchine che sembrava fantascienza. Ci piaceva trovarci spesso e finire le cene con il trimballauz, di pizze ne dividevamo sempre una seconda, che le diete, a quell’età, non sapevamo cosa fossero.

C’erano tantissimi amici ed erano il contorno e l’ultimo venerdì del mese era davvero l’occasione per vedersi e raccontarsi.

Qualche volta ci trovavamo la domenica o in qualche memorabile week-end, sempre al limite della tecnologia, come passione comune, ma con il tempo e il cuore che avevamo allora.

Ora abbiamo lavoro, famiglia, nuove cose da fare e un mondo che ci circonda che è pieno di Mac. Noi ci viviamo felici dentro, sorridendo ancora ad ogni melina che vediamo appiccicata a una macchina o a un motorino, ad ogni cuffietta bianca che si intreccia ai capelli dei ragazzi nel metrò e a tutto quello che questa mela rappresenta, per noi.

A noi piace pensare che non sia la fine di qualcosa, ma soltanto il segno di un cambiamento in atto, un cambiamento in grado di generare qualcosa di nuovo. Il sito del POC non era più da molti anni punto di riferimento per le notizie più aggiornate sul mondo Mac, come all’epoca dell’acquisto del nostro primo Powerbook nel lontano 1997. Era diventato un luogo di approfondimenti e segnalazioni di prodotti particolari rivolti al “nomade digitale”, ed abbiamo continuato a seguirlo in quest’ottica, trovando spesso link utili o interessanti, fino all’ultima sua (a nostro avviso infelice) implementazione, ma si percepiva che chi stava dietro al suo aggiornamento era preso e “in altre faccende affaccendato”.

Il sito del POC resta comunque attivo, ed entro fine mese tornerà online il vecchio sito, completo di tutto il prezioso archivio. Le caselle di posta resteranno attive e funzionanti e verranno forniti tutti i dettagli per rinnovarle o riattivarle. Le pizzate continueranno e l’aggregazione tra tutti coloro che si sono identificati per anni nell’appellativo di “nomadi digitali” potrà continuare sulla mailink list e sui vari strumenti di socializzazione.

poc.it

5 commenti su “Chiude il blog del POC (Powerbook Owners Club)”

  1. Dopo MacWorld.it e SetteB.it anche il blog del P.O.C. chiude. Viene da pensare che, nonostante si sia praticamente circondati da “iDevice”, per chi ha seguito la mela morsicata dai suoi albori, nei suoi momenti più bui, questo sia un periodo delicato, e forse è stato raggiunto, come dice Fabrizio Re Garbagnati del POC, l’obiettivo di “evangelizzazione”: Apple può camminare (e correre) sulle proprie gambe, senza bisogno di “aiuti” esterni.

  2. Avete mai pensato che negli dagli anni ’80 ad oggi (quando ho iniziato a programmare), “when computing was fun!” invece che costruire un mondo più libero e consapevole, abbiamo contribuito una gabbia invisibile e degli strumenti che questa schiavitù trasmette ai giovani inconsapevoli della gabbia in cui vivranno?
    solo un messaggio in bottiglia…

  3. Gli strumenti da soli non creano per forza solo una gabbia.
    Certo la evoluzione iniziata tanto tempo fa ha un risultato -parziale, oggi 2020- che é ragionevole non piaccia.
    Credo però che la storia non si fermi qui (). E che possibilità di recupero di uno spazio fuori della gabbia ce ne possano essere.
    Il punto di partenza é vedere la gabbia…

  4. Apple ha creato un ecosistema che funziona bene e porta i suoi benefici quando più strumenti possibili ne fanno parte. In non mi sento in una gabbia, e quando vorrò (se vorrò) avrò la possibilità di saltarne fuori (è una gabbia con il cancellino aperto). Oggi non manca l’interoperabilità tra ecosistemi tecnologici differenti, si chiamano standard, ma la loro implementazione ha due aspetti, uno positivo ed uno negativo. Quello positivo è il vantaggio per l’utente, la semplicità d’uso e la certezza di un semplice funzionamento anche tra dispositivi di marche diverse. Quello negativo è il rallentamento dello sviluppo tecnologico (vedi le titubanze di Apple verso il connettore unico europeo). Perchè ricordiamoci che senza il coraggio di Apple di tagliare le porte seriali a favore dell’USB, ai tempi del primo iMac (scelta tanto coraggiosa quanto criticata dagli stessi utenti Apple del tempo) il mercato non avrebbe avuto l’impulso che ha avuto nello sviluppo della nuova connessione che ci portiamo dietro ancora oggi nelle porte USB-C dei nostri MacBook Pro di ultimo modello.

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