Un disegno di legge vuole regolamentare anche i blog

Nonsolomac non si occupa e non vuole occuparsi di politica, ma il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Minitri lo scorso 12 ottobre all’unanimità è qualcosa che ci coinvolge direttamente. Coinvolge Nonsolomac ed ognuno delle decine di migliaia di blog che popolano la rete, siti spesso personali, gestiti a livello amatoriale, senza scopo di lucro e che, secondo questo disegno di legge, sarebbero destinati probabilmente alla chiusura. Vediamo di capirne qualcosa di più …

Il disegno di legge è definito Levi-Prodi dal nome dell’attuale Presidente del Consiglio e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Franco Levi, di fatto il braccio destro di Prodi.


Cosa prevede questo disegno di legge ?

Vediamo alcuni estratti dal testo originale:

Articolo 4
        “Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da
finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,
che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.”

Articolo 5
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e
distribuzione di prodotti editoriali, nonchè alla relativa raccolta
pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in
forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.”

       Articolo 6
“Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo
nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale
sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione …”

       Articolo 7
“L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che
svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione
delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.”

(scarica il pdf col testo completo )

Chiunque abbia un blog o un sito web realizza quindi un prodotto editoriale e, secondo il disegno di legge, deve registrarlo al ROC (Registo degli Operatori della Comunicazione) e nominare un direttore responsabile che deve essere iscritto all’albo dei giornalisti/pubblicisti e che, in caso di reato di omesso controllo sui contenuti diffamatori, ne risponde in base agli articoli 57 e 57bis del codice penale.

A stabilire chi è tenuto all’iscrizione al ROC e chi no, sulla base della distinzione tra attività economica e privata, sarà l’Aurorità garante delle Comunicazioni, ma tale distinzione pare cosa piuttosto difficile da stabilire ed anche soggetta a discrezionalità.

Se da un lato la facilità con la quale chiunque può creare un sito web, da riempire con i contenuti più disparati, pone un problema di veridicità delle notizie e affidabilità delle fonti da cui il blogger prende spunto, dall’altro crediamo che il compito di filtrare la grande mole di informazioni e decidere quali fonti, siti o blog ritenere affidabili sia un compito del singolo navigatore. Pensiamo anzi che questo compito ne accresca le capacità critiche, e che non debba essere un disegno di legge a stabilire limiti e adempimenti tali da costringere buona parte dei blog a livello personale e senza fine di lucro a chiudere i battenti.

Ricordiamo che il fenomeno dei blog è esploso negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie e alla diffusione della banda larga, e che è un fenomeno di livello mondiale che solleva questioni legate alla libera circolazione delle idee, delle informazioni, alla libertà stessa del cittadino. Pensiamo ai blog che recentemente sono stati gli unici veicoli di informaizone relativa ai fatti drammatici avvenuti nella ex Birmania.

Il disegno di legge Levi-Prodi deve ora essere approvato dal Parlamento, ma crediamo che avrà vita difficile, visto che molti elementi all’interno della maggioranza stessa non potranno che ostacolarne il cammino o chiederne la modifica.

Non possiamo non pensare alle recenti polemiche scaturite dal blog di Beppe Grillo e dalla manifestazione V-Day che ne è scaturita, nonchè dalle polemiche sorte tra esso e il blog di alcuni esponenti politici. Non vorremmo che dietro il disegno di legge ci fosse un’intenzione di controllo dei contenuti della rete web, visto che le nuove tecnologie permettono con estrema semplicità di raggiungere una vasta audience sovvertendo le abituali regole della comunicazione.

Restiamo in attesa di chiarimenti, pronti a completare la panoramica realtiva a tutti gli aspetti toccati da questo disegno di legge.

Fonte: Giù le mani dai blog

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