L’AGCOM approva il regolamento sul diritto d’autore

Il consiglio dell’AGCOM (Autorità per le garanzie delle telecomunicazioni) presieduto da Corrado Calabrò, ha approvato a larghissima maggioranza lo “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Sono stati 7 i voti favorevoli, un astenuto (Michele Lauria) ed un voto contrario (Nicola d’Angelo). Il provvedimento sarà ora sottoposto a consultazione pubblica della durata di 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, con l’obiettivo di acquisire tutte le proposte e le osservazioni dei soggetti interessati e permettere così il confronto e l’ulteriore miglioramento del testo. Si è fatto un gran parlare in rete di questa scadenza in calendario, con toni forti, facendo molta confusione tra tutela del diritto d’autore e libertà di informazione. Il tam tam è stato incessante ma spesso poco informato, ma come vedrete è il classico caso in cui si può dire “molto rumore per nulla”. Poseguite per leggere i punti chiave e visualizzare il comunicato stampa rilasciato dall’ufficio Comunicazione e Rapporti con i mezzi di Informazione dell’AGCOM ed il testo integrale della Delibera …

Lo schema del regolamento è stato rielaborato a seguito della consultazione pubblica sui “lineamenti di provvedimento” che ha visto la partecipazione di 55 soggetti in rappresentanza, a vario titolo, delle diverse comunità e gruppi di interesse.
Il presidente Calabrò ha dichiarato: “Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno”.

Vediamo i punti salienti:

SITI AMATORIALI ESCLUSI

Non sono toccati dal regolamento i siti amatoriali, ovvero tutti quei siti “non aventi finalità commerciali o scopo di lucro”, i siti che esercitano “diritto di cronaca, commento, critica o discussione” ed i siti che esercitano “l’uso didattico e scientifico, la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuocia alla valorizzazione commerciale di quest’ultima”.

NESSUNA INIZIATIVA DA PARTE DELL’AGCOM

L’AGCOM non prende proprie iniziative ma entra in gioco solo in un secondo momento, per la precisione quattro giorni dopo che l’eventuale proprietario di contenuti protetti da diritto d’autore, che abbia contattato il proprietario del sito dove reputa che i propri contenuti siano pubblicati illecitamente, non abbia trovato un accordo con il gestore del sito stesso o ottenuto la rimozione dei contenuti contestati. In questo caso, il Garante avrà il ruolo di arbitro in un “trasparente contraddittorio” di 10 giorni in seguito al quale potrà decidere se far rimuovere o meno i “contenuti incriminati”. La decisione potrà avvenire entro 20 giorni (prorogabili di altri 15) dopo il “trasparente contraddittorio”. In caso di rifiuto del proprietario del sito (che potrà rivolgersi al Tar del Lazio per far valere le sue ragioni) a rimuovere i contenuti contestati, la multa può arrivare fino a 250.000 euro. La procedura  si blocca se una delle due parti si rivolge alla magistratura.

NESSUN OSCURAMENTO DA PARTE DELL’AGCOM

L’AGCOM non può oscurare nessun sito, compresi quelli stranieri. Dopo un dibattito simile a quello previsto per i siti Italiani, il Garante potrà solo mandare degli avvisi ai provider italiani in merito alla violazione di copyright da parte dei siti esteri. Saranno i provider a scegliere autonomamente se oscurare i siti segnalati o meno. Dopo alcuni avvertimenti, l’AGCOM potrà rivolgersi anche alla Magistratura.

IL PEER-TO-PEER NON VIENE TOCCATO

Il regolamento non pone nessuna limitazione al peer-to-peer.

Come potete vedere nessuno dei timori e delle paure che erano state prefigurate si sono concretizzati, e il periodo di 60 giorni di consultazione pubblica servirà per trovare eventuali punti critici da risolvere e regolamentare meglio.

Nonostante questo leggiamo in rete commenti piuttosto fuorvianti e che gridano al pericolo di censura della rete, quando tutto questo ha lo scopo di tutelare il diritto d’autore. La sensazione è che molti intendano con la parola libertà il fatto di avere il web come tarra di nessuno, dove tutto è permesso, in barba a qualunque legge o regolamento.

A questo link in PDF del comunicato stampa rilasciato dall’AGCOM.

A questo indirizzo è invece disponibile il testo integrale della Delibera 398/11/CONS del 6 luglio 2011.

www.agcom.it

5 commenti su “L’AGCOM approva il regolamento sul diritto d’autore”

  1. Siamo veramente sorpresi da alcuni commenti che si leggono in rete in queste ore, anche da parte di siti “autorevoli”, o che reputavamo tali. Addirittura alle previsioni di sventura abbiamo visto aggiungere le parle “Peggio del previsto”. Ci viene il dubbio che costoro abbiano effettivamente letto qualcosa in merito.

    Segnaliamo comunque un punto dove probabilmente occorrerà mettere mano e che terrà banco in questi 60 giorni di dibattito, prima di arrivare alla stesura definitiva.

    Secondo il testo approvato ieri chi gestisce il sito ove sono pubblicati presunti contenuti protetti da diritto d’autore per i quali sia stata richiesta la rimozione, essa non sia avvenuta o comunque non ci sia stato un accordo tra le parti, e sia di conseguenza entrata in gioco l’AGCOM, ha solo 48 ore per rispondere all’autorità, a mezzo posta elettronica certificata. Passato questo breve (effettivamente troppo breve) lasso di tempo può scattare la procedura, che può portare a multe fino a 250.000€.

    Occorre rivedere la tempistica relativa a questa fase !

  2. “La sensazione è che molti intendano con la parola libertà il fatto di avere il web come tarra di nessuno, dove tutto è permesso, in barba a qualunque legge o regolamento.”

    le leggi esistono già… basta applicarle.. e nessuno lo considera terra di nessuno, semmai una terra più libera o almeno neutrale (principio della Neutralità della Rete http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralit%C3%A0_della_Rete)

  3. Sinceramente io nel testo non ci leggo tutto quello che ne deduce l’articolo del post da te indicato. In ogni caso questi 60 giorni servono proprio a questo, quindi chi ha dubbi fa bene ad esporli in modo che possano essere approfonditi, chiariti e magari modificato il testo. Questo è lo scopo, no ? Vorrei però dire che i toni esagerati con cui si sottopongono talvolta certe questioni non va a pro di chi le sostiene. Cioè … non si parla di libertà di informazione, non la si mette nemmeno in discussione, secondo me. C’è un testo, ci sono 60gg di dibattito pubblico, cos’altro serve ? In questa fase nient’altro, se non partecipazione da parte di chi ha qualcosa da dire. Passati i 60gg e con il testo definitivo vedremo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *