Adriano Olivetti e Steve Jobs a Correva l’anno

Steve Jobs e Adriano Olivetti - Uomini che hanno inventato il futuro - Correva l'anno - Rai 3Steve Jobs è stato uno dei protagonisti della puntata di Correva l’anno andata in onda su RAI 3 nella tarda serata di ieri. Incuriositi dalla notevole spinta pubblicitaria trasmessa nelle ore precedenti, ci siamo sintonizzati sulla terza rete pubblica della televisione italiana. La puntata ha ripercorso in modo piuttosto superficiale le vicende del CEO Apple, tra qualche interessante curiosità (per chi non conosce la storia di Apple e del suo co-fondatore), ed alcuni strafalcioni, uno dei quali “clamoroso” ! Ma la cosa che più ci ha sorpreso è stata quella che inizialmente vedevamo come una forzatura, ovvero l’accostamento della storia Apple e di Steve Jobs, con quella della defunta Olivetti e di Adriano Olivetti. Adriano Olivetti e Steve Jobs hanno invece effettivamente molti punti in comune, “Uomini che hanno inventato il futuro”

Ma partiamo da come RAI 3 presenta la puntata sul sito dedicato alla trasmissione.

Parlando dei temi a cui sono dedicate le varie puntate, relativamente a quella di ieri possiamo leggere: “… un italiano e un americano con le biografie di due uomini apparentemente lontani , ma che hanno invece molto in comune. Adriano Olivetti e Steve Jobs: la passione per il futuro accosta il geniale imprenditore italiano, che ha rappresentato il made in Italy all’estero e prodotto uno dei primi calcolatori elettronici, con il guru della Apple, informatico visionario e determinato, diventato un mito per le giovani generazioni di tutto il mondo”.

L’intervista con l’ing. Carlo De Benedetti, ex presidente della Olivetti e presidente del Gruppo editoriale L’Espresso, offre uno straordinario contributo per capire meglio Adriano Olivetti e le sue somiglianze con Steve Jobs“.

Il nostro primo pensiero è stato: “Mah … se lo dicono loro !?”.

Proseguiamo …

Leggiamo sulla pagina dedicata alla puntata di ieri sera … “La  puntata conduce il telespettatore dalle prime macchine da scrivere ai più moderni computer, dal bianco e nero al colore, dal passato … al futuro”.

“Immaginando un capitalismo a misura d’uomo Olivetti vuole nei suoi stabilimenti non solo catene di montaggio, ma anche asili nido e biblioteche, mentre al suo fianco chiama a collaborare intellettuali e artisti. Inseguendo la sua passione per il design crea, nel 1950, quella che diventerà un vero e proprio oggetto di culto, la Lettera 22, la più piccola fra le macchine da scrivere. Poi, prima della sua morte, l’ultima avventura, la realizzazione dell’elaboratore elettronico, un antenato del moderno computer. È questo il primo aggancio con la vita di Steve Jobs, il famoso guru della Apple, un mito per le giovani generazioni di tutto il mondo, che sul computer ha fondato la sua fortuna. Ma non è il solo. Ci sono anche il viaggio come esperienza di conoscenza e crescita, la determinazione, l’ambizione, l’attenzione al design, la capacità di rivoluzionare gli schemi aziendali”.

“Nella puntata la biografia del genio di Cupertino: la realizzazione del primo personal computer, i fallimenti, i successi dell’i-pod e dell’i-phone. Fino a quando, nel 2010, Jobs, minato ma non vinto dalla grave malattia, presenta con orgoglio la sua ultima  creazione, l’i-pad”.

Si … avete letto bene: “i-pod”, “i-phone” e “i-pad”. Come se in un nostro post scrivessimo “Oli-Vetti”.

Non siamo però completamente d’accordo, “il primo aggancio con la vita di Steve Jobs” non è l’elaboratore elettronico, quello semmai è l’ultimo. Ripercorrendo la storia di Adriano Olivetti scopriamo che in comune con Steve Jobs c’è la cura del design e del dettaglio, una visione diversa delle cose in ambito imprenditoriale, che gli procura molte simpatie ed altrettanti nemici, l’allontanamento dalla propria azienda, e se Adriano Olivetti non sarà stato “visionario” come Steve Jobs, ha comunque reinventato la macchina da scrivere, riuscendo a portare la sua Lettera 22 in tutto il mondo, ad aprire una rete di negozi con marchio proprio, con un modo nuovo di presentare ed esporre i propri prodotti.

L’elaboratore elettronico è il punto di unione delle due storie, una finisce con l’elaboratore elettronico prima e con i primi Personal Computer poi, il famoso M20, l’M24 e vari modelli a seguire, l’altra inzia pochi anni prima e nel 1984 esplode con il Macintosh. Come dice anche De Benedetti nell’intervista: “Steve si è fatto i soldi con l’elettronica, mentre l’elettronica ha ucciso Olivetti”.

Ripercorriamo insieme la puntata con questi filmati disponibili su YouTube (la puntata è stata suddivisa in 4 parti). La prima parte racconta la storia di Adriano Olivetti, e secondo noi è la più interessante da seguire per cogliere le straordinarie similitudini tra due storie apparentemente così lontane. Per conoscere la storia di Steve Jobs vi consigliamo il libro Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro, o la prima ed unica biografia ufficiale che arriverà sul mercato il prossimo anno.

A voi le immagini …

Una trasmissione tutto sommato interessante, nonostante gli errori e gli strafalcioni di cui vi parlavamo, vediamoli:

– L’Apple I non è assemblato in una scatola di legno, ma venduto in scatola di montaggio, sarà l’utente a montare la scheda madre, questa si pre-assemblata, con alimentatore, tastiera e display. Molti, data l’assenza sul mercato di case da utilizzare allo scopo, realizzavano quanto necessario con il legno, così come fatto dai due Steve.

– La voce fuori campo riporta: “Intanto entra in scena quello che sarà il suo più grande rivale Bill Gates, che mette a segno un colpo da maestro con il sistema operativo Windows, il business più fortunato della storia”. Possiamo dire che questa veloce ricostruzione di uno dei passaggi della storia informatica più discussi sia un pò semplicisitca ? Possiamo vero ? Apple e Microsoft sono state in causa per anni, prima di trovare un accordo economico e chiudere la disputa.

– Lo strafalcione maggiore riguarda proprio questo accordo. “Steve Jobs sembra non sbagliarne neanche una, come quando riesce a porre fine alla guerra con Microsoft, convincendo Bill Gates a comprare il 7% delle azioni Apple. In cambio Jobs accetta di usare sui suoi computer una nuova geniale invenzione del suo rivale, il provider Internet Explorer. E’ iniziata l’era della rete”. Bhe … l’era della rete era iniziata da tempo, e Microsoft era rimasta a guardare. Il browser più diffuso al mondo, browser ovviamente (non provider) era Netscape Commuicator. Forte della sua potenza economica e della diffusione di Windows, Microsoft impone l’uso di Internet Explorer che, nell’ambito dell’accordo con Apple, finisce anche sul Mac. Il browser non è un’invenzione di Bill Gates, e Internet Explorer non conteneva nessun nuova funzione definibile “geniale”.

Anche nell’intervista a Carlo De Benedetti, ex Presidente dell’Olivetti, ci sono frasi curiose: “Noi avevamo un laboratorio dell’Olivetti a Cupertino, e sono andato una sera a visitare lui e il suo amico in un garage, e se avessi messo 100.000$, che in quel momento lui stava cercando, in Appel”, si avete letto bene, ha detto Appel, “e li avessi tenuti, oggi sarei … diciamo … famoso nel mondo per essere uno degli uomini più ricchi del mondo”. Probabilmente c’è un motivo per cui quei 100.000$ decise di non investirli, la visione di Steve Jons non è stata evidentemente compresa, e poi chissà cosa sarebbe accaduto con Steve Jobs agli ordini di Olivetti.

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