App Store – La fatturazione delle applicazioni professionali

Affrontiamo oggi una tematica che, con l'introduzione dell'App Store e la sempre più ampia disponibilità di software professionali, crediamo possa avere un crescente interesse da parte dei nostri lettori. Stiamo parlando della fatturazione delle applicazioni per una deducibilità fiscale della spesa ed una detraibilità dell'imposta sul valore aggiunto.

Un professionista tenta di dedurre dalle imposte l'acquisto di un'applicazione, ma la risposta di Apple è lapidaria: "le applicazioni di App Store sono solo per uso personale". D'altra parte, chi non ama giocare con i CRM?

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Con una sezione "business" dotata di parecchie decine di programmi differenti, sarebbe lecito aspettarsi che (perlomeno alcuni) software acquistati tramite App Store di Apple possano essere utilizzati anche per fini commerciali.

A quanto pare però, le cose non stanno così.

The Register ha riportato il curioso caso di un professionista svedese che si è visto in difficoltà al momento di dedurre dalle imposte un acquisto effettuato tramite App Store.

I problemi sono cominciati in seguito ad aver contattato Apple: il consumatore lamentava infatti l'assenza di informazioni fiscali indispensabili per poter inserire la spesa nel proprio bilancio professionale.

"Gli specifici termini dell'accordo con Apple per l'acquisto da iTunes Store sono tali per cui i contenuti non possono essere utilizzati per fini commerciali" parrebbe aver risposto l'assistenza clienti, precisando poi: "qualsiasi tentativo di dedurre l'acquisto dalle tasse è una violazione dei termini di vendita".

Tale vincolo è effettivamente esposto molto chiaramente anche nel contratto di servizio italiano, nel quale viene ribadito più volte: "La licenza dei Prodotti che Le viene qui concessa, Le consente di utilizzare i Prodotti solo per utilizzo personale, non commerciale [… ]".

Con tutta probabilità, Apple ha inserito tale vincolo per snellire le procedure tributarie, ed evitare le complesse implicazioni fiscali che possono nascere dalla vendita fra Paesi differenti. Una fardello burocratico che finirebbe sicuramente per innalzare significativamente i costi di servizio, soprattutto tenendo presente il volume di vendite generate dalla piattaforma.

Se da un lato è quindi difficile condannare l'azienda per tale politica, dall'altro è anche importante che i professionisti ne siano consapevoli.

Certo, alla luce di tale scelta è impossibile spiegarsi la presenza di applicazioni quali Salesforce Mobile, Timewerks: Mobile Billing, iSugarCRM, Oracle Business Approvals for Managers ed, in generale, di un'intera sezione dedicata a software per cui è davvero difficile pensare ad un impiego "personale, non commerciale". A meno che non ci si diletti a giocare con fatture ed anagrafiche clienti, ovviamente

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