iPhone/O2 – La flat resta un'utopia

Nessuna sorpesa, eravamo certi che oggi all'Apple Store di Regent Street a Londra, Apple avrebbe parlato del debutto dell'iPhone, ma ci aspettavamo qualcosa di più del semplice annuncio per il mercato inglese e ci aspettavamo di più dal contratto proposto da O2. La prima parola che viene in mente è pertanto … DELUSIONE !
Ecco perchè …

Prima delusione …
Avevamo sperato che Steve Jobs ci sorprendesse ancora, immaginavamo un modello nuovo. Se non l'iPhone 3G per lo meno un modello più capiente, diciamo almento da 16 GB, come per l'iPod touch.

Seconda delusione … la più grande !
Internet senza limiti resta tuttora un'utopia. A differenza dal contratto chiuso con AT&T, quello di O2 prevede un limite alla navigazione internet. Durante la conferenza stampa il CEO di O2 ha parlato di 1.400 pagine al giorno. Sicuramente sarà il frutto di un calcolo basato sulla pesantezza media di una pagina, crediamo che esista un tetto ufficiale espresso in MB, o in GB.

Il tetto sembra elevato, ed in effetti lo è. Che si tratti di 1.400 pagine o di 1GB di dati, come ho letto in queste ore, avremo la possibilità di farne un uso molto intenso, posta, internet, google map, qualche download, ma l'iPhone non ci permetterà purtroppo di abbandonare l'ADSL di casa e pertanto il costo del contratto va rivalutato alla luce di questa nuova situazione. Se fino a poche ore fa ritenevo accettabile pagare 49€ mensili per la connettività del piccolo gioiello di Cupertino, perchè avrei potuto rinunciare alla Flat casalinga, adesso le cose sono cambiate. Tale cifra andrà ad aggiungersi a quella della ADSL di casa invece che a sostituirla e il portafoglio potrebbe non "supportare" una scelta del genere, o anche potendo il portafoglio ci potrebbe pensare la coscienza ad intervenire.

L'iPhone diventa quindi, improvvisamente, meno appetibile ?
Si rende necessario il suo acquisto indipendente dall'attivazione di una tariffa flat ?
Sembrerebbe proprio di si, ma i contratti stipulati con altri operatori europei potrebbero forse offrire un profilo diverso.
Restiamo quindi ancora alla finestra in attesa delle informazioni relative al mercato italiano, che dovrebbe vedere Tim in veste di distributore, grazie anche agli investimenti fatti in questi anni nella rete EDGE.

 

 

 

 

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