A distanza di 24 ore analizziamo il Keynote di Steve Jobs a mente fredda, non per commentare ancora le novità, ma per fare il punto delle novità mancate. Non stiamo parlando di prodotti desiderati, sperati, fantasticati da molti appassionati utenti Mac, per loro c'è il MacBook Air; ci riferiamo a prodotti che necessitano di un aggiornamento, un aggiornamento che è chiesto dal mercato, reso urgente dalla concorrenza PC e, ne siamo certi, molto vicino.

Prima di tutto è il caso di parlare del Mac più vecchio della gamma: il Mac mini.
Straordinario al momento della presentazione dell'attuale versione, avrebbe bisogno di due cose:
– Un aggiornamento ai processori
– La nuova scheda GMA X3100 che è in dotazione ai MacBook e adesso al MacBook Air
Avevamo pensato ad una sua evoluzione, forse ad una fusione con Apple TV, ma così non è stato.
Grazie al noleggio dei film e all'indipendenza dal computer e da iTunes la Apple TV dovrebbe trovare il suo percorso, alla conquista del salotto di casa. Il Mac mini, che molti avevano destinato a stare sotto al televisore, ridimensiona il suo ruolo. Resta il Mac più economico, sempre che si abbia già tastiera, un mouse ed un monitor da collegare, un prodotto per gli "switcher", e probabilmente in questo ruolo avrà ancora un lungo futuro, forse più compatto, anche lui più sottile.

Il prodotto che tutti davano per sicuro era il MacBook Pro, aggiornato nei processori e probabilmente nel design.
Partiamo da quest'ultimo, con piccoli aggiustamenti l'attuale case in alluminio risale alla prima linea dei Powerbook in alluminio. Personalmente sono stato sempre più affascinato dal livello estetico raggiunto dai MacBook piuttosto che dalla finitura in alluminio satinata e dai piccoli dettagli in plastica grigia dei Powerbook prima e MacBook Pro poi, e sono convinto che il MacBook Air ci ha mostrato alcune delle soluzioni che troveremo della prossima generazione dei notebook professionali Apple, anche se con dimensioni e dotazioni completamente diverse.
Ed eccoci ai processori, buona parte della sicurezza di tutti gli osservatori era determinata dal fatto che i processori nuovi ci sono, si tratta dei Penryn appena presentati da Intel e già annunciati nella dotazione di alcuni PC di prossima uscita. Siamo quindi convinti che la loro presentazione sia solo rimandata di qualche settimana e probabilmente vedranno la luce nelle prime settimane di febbraio. Due le ipotesi, non mettere troppa carne al fuoco durante il MacWorld 2008 oppure, cosa più probabile, troppo poco tempo per lavorarci sopra, dato che l'annuncio dei Penryn per notebook ha anticipato di pochissimi giorni il Keynote di Steve Jobs.

Sono mancati inoltre gli Apple Studio Display.
Tuttora attuali nel design, sempre bellissimi e un passo avanti ai migliori concorrenti, anche loro aspettano di adottare le ultime tecnologie, a cominciare dalla retroilluminazione a LED. Il fattore consumi, poco importante su un monitor da ufficio, non ha certo messo fretta ad Apple, ma i tempi sono maturi per una nuova generazione di monitor, che ci aspettiamo naturalmente più sottili, molto più sottili.

Eccoci all'ultimo protagonista mancato: l'iPhone.
Si, le novità ci sono state dal puntno di vista software. La nuova versione 1.1.3 è qualcosa di più di un semplice aggiornamento software, porta in dote nuove importanti funzionalità che in passato, tutt'ora nella concorrenza, sarebbero state introdotto solo in un nuovo modello. Apple invece sta "regalando" grandi gioie ai fortunati utilizzatori degli iPhone ufficiali. Utenti privilegiati gli americani, inglesi, tedeschi e francesi; noi italiani facciamo ancora parte dela Serie B, non si sa se la colpa sia di Apple, di Tim. Fatto sta che speravamo in qualche indicazione, se non su un nuovo modello, previsto comunque entro l'estate del 2008, informazioni sulla commercializzazione nei paesi in cui era inizialmente annunciato per lo scorso autunno.
La cattiva notizia potrebbe però essere una buona notizia, aspettiamo fiduciosi un evento dedicato, magari riservato proprio al nostro paese.


 

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