Sandisk ha annunciato un nuovo sistema in grado di migliorare fino a 100 volte le prestazioni delle memorie a stato solido,
che speciamente nella fase della scrittura soffrono ancora un gap nei
confronti dei dischi fissi tradizionali. Si tratta del sistema chiamato
ExtremeFFS (Flash File management System), che verrà affiancato da due nuovi standard di misurazione: vRPM, che indica le prestazioni degli SSD in confronto agli SSD di diversa tipologia o agli HDD, e LDE, che indica la durata di vita del supporto. Approfondiamo …


ExtremeFFS funziona su un algoritmo "page-based", cioè senza
associazione fissa tra la posizione fisica e quella logica. L'SSD
memorizza i dati nella posizione più comoda ed efficiente, col
risultato di migliorate performance di scrittura random, appunto fino a
100 volte.

Il sistema ExtremeFFS incorpora un'architettura interamente
non-blocking in cui tutti i canali NAND possono lavorare
indipendentemente, rendendo così possibile leggere alcuni file mentre
si sta scrivendo su altri oppure mentre si stanno cancellando altri
dati spostandoli nel cestino. A questo si affianca la localizzazione
del contenuto, che permette al sistema di gestione della memoria flash
di apprendere le categorie utilizzate dall'utente e localizzare i dati
in tempi rapidissimi, massimizzando così le prestazioni e la resistenza
del prodotto.

Sandisk ha previsto per il 2009 il raggiungimento di prestazioni degli
SSD quattro volte superiori rispetto a quelle attuali, e circa sei
volte maggiori rispetto a quelle degli ultimissimi HDD da 2,5 pollici.

La commercializzazione è prevista nel corso del 2009, hanno indicato come punto di svolta per i dischi basati su memorie a stato solido.

Fonte: Tomshw.it

 


 

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