Il settore della musica online è in fermento. Il CEO di Sony BMG Rolf
Schmidt-Holtz, durante un'intervista concessa al quotidiano tedesco
Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha affermato che la società sta
progettando di allestire un proprio servizio online dal quale sarà
possibile accedere ai brani musicali dell'intero catalogo Sony BMG
. Il modello pensato da
Sony BMG prevede due scendari: un abbonamento flat con quota mensile di 6/8
euro,
a fronte del quale l'utente ottiene un pieno accesso all'intera
libreria musicale, che potrà essere utilizzata su qualsiasi player,
iPod incluso, fino alla scadenza dell'abbonamento stesso; un servizio
"a scadenza" dell'abbonamento che consente all'utente di "tenere" alcune tracce anche dopo la scadenza.

Sony sta cercando di coinvolgere altre etichette come EMI e Warner per estendere la disponibilità dei brani, e sarebbe anche in trattative con alcuni opertori di telefonia mobile per consentire l'accesso al servizio anche tramite telefono cellulare.

Non è stato detto ufficialmente, ma il controllo della scadenza dell'abbonamento per la fruizione dei brani scaricati richiede necessariamente l'uso di un DRM, e non è pensabile che un'etichetta discografica consenta l'accesso a tutta la propria libreria musicale senza un qualche tipo di limitazione che ne impedisca la diffusione ad abbonamento scaduto. Resta da verificare come il mercato accoglierà questa proposta, visto che la tendenza attualmente è quella opposta di offrire brani DRM-free.

Occorre aggiungere anche che questo modello pensato da Sony BMG non rappresenta una novità nel settore, esistono infatti già da tempo servizi come rhapsody unlimited e napster che offrono un accesso flat a fronte di un contratto annuale con canone mensile. Napster addirittura regala in promozione un lettore mp3 Creative ZEN V del valore di 59,99$ a chi sottoscrive l'abbonamento annuale con canone di 14,95$ al mese.

La notizia segue di alcuni giorni le indiscrezioni secondo le quali anche Apple starebbe pensando ad un modello simile per il futuro dell'iTunes Store, magari includendo l'accesso al servizio con l'acquisto di qualche modello di iPod. E' facilmente immaginabile che Steve Jobs stia valutando anche questa possibilità che potrebbe però essere fonte di qualche grattacapo dal punto di vista legale, vista la posizione dominante che Apple ha sul mercato della musica digitale.

 


 

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