logo-tim.jpgAbbiamo parlato di Vodafone ed ora affrontiamo lo stesso tema puntano il nostro obiettivo su TIM e sul traffico dati di alcune offerte relative all'internet mobile. In questo caso abbiamo dalla nostra una sentenza già emessa da parte dell'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che ha sanzionato TIM per un importo di 360.000€, poi ridotti a 300.000€, per pratiche commerciali scorrette riferite proprio alle offerte MAXI Alice 100, MAXI Alice Facile, Tutto Relax Internet e Alice Mobile Data Kit Compreso. Potete leggere direttamente le motivazioni nel testo pubblicato sul sito dell'AGCM, di cui riportiamo un estratto con la parte che ci pare più interessante per il lettore …

L'autorità ha peso in esame segnalazioni pervenute nell'arco temporale novembre 2007 – dicembre 2008 da clienti che hanno aderito alle offerte in oggetto. Da queste segnalazioni è emerso quanto segue:

Maxi Alice 100
In relazione all’offerta “Maxxi Alice 100”, che: a) il professionista con il messaggio: “Maxxi Alice 100 consente di navigare 24 ore su 24 fino ad un massimo di 100 ore di traffico Internet gratuito”, rilevato in data 11 giugno 2008 sul sito della società all’indirizzo www.tim.it/consumer/c357/i56249/o41221/tariffa.do, ha indotto i consumatori a ritenere di poter disporre di 100 ore mensili di traffico Internet gratuito; invece, non solo le ore effettive consumabili sarebbero inferiori a 100, in quanto il traffico è conteggiato con scatti della durata di 15 minuti ciascuno, ma esse non sarebbero nemmeno gratuite, dal momento che l’offerta prevede per i primi 30 giorni un contributo di attivazione pari a 25 euro e per i mesi successivi un canone di 20 euro/mese per il rinnovo dell’offerta medesima; b) i consumatori non sono stati adeguatamente informati sulla circostanza che il plafond di 100 ore si poteva esaurire in tempi molto rapidi; c) i consumatori non hanno avuto la possibilità di controllare in tempo reale il superamento della soglia di 100 ore e il consumo effettuato oltre la soglia prestabilita, anche ai fini della verifica dei consumi; d) i consumatori non siono stati adeguatamente informati del fatto di passare, alla scadenza dell’offerta, da una tariffa a tempo ad una tariffa conteggiata in kb; e) i consumatori, che sono passati da una tariffa a tempo ad una conteggiata in kb, non hanno avuto la possibilità di monitorare il consumo di byte effettuato di volta in volta e, conseguentemente, di controllare la spesa raggiunta, del cui importo i clienti hanno avuto contezza solo al ricevimento della fattura, quando si sono ritrovati in maniera non consapevole addebiti molto elevati.

Maxi Alice Facile
Relativamente alle offerte “Maxxi Alice Facile” e “Tutto Relax Internet”, che: a) i consumatori non sono stati adeguatamente informati della circostanza per cui il superamento della soglia di 500 MB avrebbe potuto generare una spesa molto elevata rispetto al canone mensile di 20 euro (ad esempio, il consumo di ulteriori 500 MB comporta un costo di circa 300 euro); b) i consumatori, non hanno avuto la possibilità di monitorare in tempo reale il superamento della soglia prestabilita, il consumo di byte effettuato di volta in volta e, conseguentemente, la spesa totalizzata, del cui importo hanno avuto contezza solo al ricevimento della fattura, quando si sono ritrovati addebitate in maniera non consapevole somme molto elevate.

Alice Mobile Data Kit Compreso
Circa l’offerta “Alice Mobile Data Kit Compreso”, che: a) i consumatori non sono stati adeguatamente informati del fatto che il superamento della soglia di 100 ore avrebbe potuto generare una spesa molto elevata rispetto al canone di 20 euro/mese (ad esempio, il consumo di ulteriori 100 ore comporta un costo pari a 200 euro); b) i consumatori non sono stati adeguatamente informati che il superamento della soglia di 1 GB avrebbe potuto generare una spesa molto elevata rispetto al canone di 20 euro/mese (ad esempio, il consumo di un ulteriore GB comporta un costo di circa 600 euro); c) i consumatori non hanno avuto la possibilità di controllare non solo il superamento delle soglie prestabilite, ma anche il consumo effettuato oltre soglia, e di monitorare la spesa realizzata, del cui importo i clienti hanno avuto contezza solo al ricevimento della fattura, quando si sono ritrovati in maniera non consapevole addebiti molto elevati; d) i consumatori non sono stati adeguatamente informati sulla disponibilità del servizio UMTS Hi-Speed di Tim, avendo riscontrato collegamenti molto lenti e significativamente al di sotto dei 7,2 Mbps pubblicizzati.

Invito alla lettura del testo integrale della sentenza pubblicata dall'AGCM, perchè Tim ha fornito le proprie tesi difensive, argomentando anche dopo la sentenza che essa sarebbe frutto di un malinteso. Telecom sostiene ad esempio che le informazioni fornite sul proprio sito web e sulla documentazione sono sufficienti affinchè il cliente possa comprendere tutti i punti contestati dall'autorità e prendere la decisione di sottoscrivere il contratto, consapevole di tutti i costi a cui va incontro in caso di superamento dei tetti prestabiliti.

In effetti Tim scrive termini e tetti di ciascun contratto in modo chiaro, anche se nelle note a margine, ed è già un passo avanti rispetto a Vodafone, che invece lascia tutto nel vago. Quello che non va è che, ad esempio, nella tabella relativa alle offerte per l'iPhone venga scritto in alcune di esse INTERNET ILLIMITATO, quando nelle note vi è un tetto limite di 5 GB, e che il cliente possa esaurire e sforare il tetto senza che nessun messaggio lo avvisi tempestivamente, evitando così di incorrere in costi supplementari inattesi.

Probabilmente l'entità della multa non è sufficiente da scoraggiare comportamenti simili in futuro, ma per lo meno viene sanzionato il comportamento scorretto e viene ribadito il principio alla base di una corretta condotta commerciale.

 


 

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