Uno standard unico per la crittografica di HD e SSD

E' stato raggiunto un accordo tra i principali produttori di soluzioni di memorizzazione che stabilisce uno standard unico per la full-disk encryption (FDE), in modo che essa possa essere implementata dai vari produttori di HD e SSD ed utilizzata quindi con qualunque disco si inserisca nel nostro sistema. Lo standard prevede l'immissione di una password al momento dell'accensione del sistema, prima che venga eseguito il boot, e si basa sulle specifiche definitive pubblicate dal Trusted Computing Group (TCG).

Con questo standard si raggiugerà l'interoperabilità dei prodotti sul mercato e si otterrà una maggiore diffusione delle misure di sicurezza, che potrà essere implementata praticamente su tutti i dischi, interni o esterni che siano, con la certezza di poterli utilizzare anche su sistemi diversi con la sola immissione della password ad essi associata, senza la quale il disco resta un piccolo mattone inutilizzabile.

Questo accordo è importante sia per il settore consumer, dove la sicurezza dei dati non è un problema purtroppo tenuto in considerazione da parte degli utenti, che per quello enterprise, dove la standardizzazione dei protocolli di crittografia si tradurrà in minori costi e minori problemi di configurazione e gestione. All'interno di una realtà aziendale ad esempio il sistema di crittografia potrà essere attivato dall'amministratore e i singoli utenti non potranno disabilitarlo.

Le specifiche, in base alle prime informazioni, si baseranno su una crittografia di tipo AES 128-bit oppure AES 256-bit e
supporteranno connessioni PATA, SATA,
SCSI SAS, fibra ottica e ATAPI. Alcuni produttori, come Seagate,
Fujitsu e Hitachi hanno già avviato la costruzione di periferiche in
grado di supportare questo standard.

Hwupgrade

 


 

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