La Guardia di Finanza blocca i siti di aste al ribasso

Conoscete tutti le aste al ribasso, vero ? Si tratta di un’asta dove vince chi fa l’offerta singola più bassa, e tutto si spiega con il termine “singola”, ovvero non l’offerta più bassa in assoluto, ma quella che è stata fatta da un solo partecipante. In sostanza, per uno che si aggiudica l’asta di beni anche di grande valore per pochi euro, ci sono un’infinità di offerte più alte e più basse che ripagano ampiamente il costo dell’oggetto. Questo tipo di aste generalmente remunerano il prodotto ben oltre il suo valore, perchè, tranne alcuni casi di prodotti di piccolo valore, ciascuna offerta ha un costo, seppur piccolo, che moltiplicato per il grande numero di offerte genera il business che sorregge tutto il meccanismo. La Guardia di Finanza, nel corso di un’operazione denominata “Knocked Down“, ha sequestrato sei tra i siti italiani più noti dedicati proprio a queste aste, con l’accusa di esercitare tecnicamente una lotteria senza autorizzazione e, in alcuni casi, addirittura di truffa. Approfondiamo l’argomento …

La Guardia di Finanza ha sanzionato la violazione dell’art. 4 e 4/bis della Legge
401/90.
L’articolo 4 prevede il carcere da 6 mesi a 3 anni per “chiunque
esercita abusivamente l’organizzazione di scommesse che la legge
riserva allo Stato o ad altro ente concessionario o su attività sportive
gestite dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) dalle
organizzazioni da esso dipendenti o dall’unione italiana per
l’incremento delle razze equine (Unire)”.
Il comma
4/bis amplia il discorso a “chiunque
svolga in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o
raccogliere o comunque favorire l’accettazione o in qualsiasi modo la
raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di
qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all’estero”.

L’attività di questi siti di aste al ribasso viene quindi considerata come quella relativa alle scommesse, fuori legge quindi perchè questa attività è soggetta ad un proprio preciso regolamento.

Il reato di truffa sarebbe stato contestato invece in alcuni casi nei quali l’oggetto vinto non sarebbe poi stato spedito al vincitore.

Se provate a collegarvi al sito YouBid vedrete la schermata sottostante, molto esplicativa sullo stato delle cose.

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