iLegale – Recensione dell’agenda da udienza per iOS

iLegale - L'agenda da udienza per l'avvocatoGiacomo Zucchi, autore del portale MelaLegale (dedicato alla professione legale con dispositivi Apple), ha provato e recensito iLegale, un’applicazione per iOS destinata al solo settore civile, sviluppata con l’intento di sostituire la classica agenda cartacea da udienza e non il gestionale dello studio. “Questa peculiarità”, scrive Zucchi, “che può essere valutata come un limite intrinseco dell’applicazione è, invece, a mio avviso un suo punto di forza. Invero, come già scrivevo a suo tempo, le applicazioni del tipo agenda legale destinate ai dispositivi mobile di casa Apple consentono un’automazione ed una semplificazione del lavoro quotidiano ma, al tempo stesso, non si può pretendere da esse quella ricchezza di funzioni ed interoperabilità reperibili soltanto su applicativi di fascia alta. Pertanto, circoscrivere l’ambito di utilizzo della applicazione ad una funzione ben determinata (ovvero sostituire l’agenda da udienza), aiuta alla convivenza con altri applicativi di tipo gestionale all’interno dello studio, non precludendo il vaglio di  eventuali soluzioni di interazione ad hoc tramite Calendario e casomai realizzate su piattaforma FileMaker Pro“. Tutti gli interessati all’argomento possono leggere l’intera recensione sull’ottimo portale Mela Legale.

Il ritardo italiano sulla banda larga incide sul PIL per l’1.5%

Neelie Kroes Nel corso dell’intervento tenuto al Forum di Confindustria Digitale, Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Ue e responsabile di Bruxelles per l’agenda digitale, ha dichiarato che il ritardo italiano nella diffusione della banda larga rispetto a paesi come la Francia e la Germania è di 10 punti percentuali, un ritardo in grado di impattare negativamente sul PIL per l’1,5%. E’ necessario che l’Agenda Digitale del governo si traduca in maggiorni investimenti sulle nuove tecnologie, in modo da tradursi in spinta economica. Secondo i dati forniti dalla Kroes “il 41% degli italiani adulti non ha mai usato Internet, una percentuale doppia o tripla rispetto ai francesi, inglesi o tedeschi, ma anche tra i giovani ci sono ritardi, la percentuale di chi studia informatica è inferiore di un terzo a quella degli altri stati europei“.