Cliccare “mi piace” o condividere un post offensivo può esporre al reato di concorso in diffamazione aggravata

Black Facebook LikeScrivere post offensivi sui social network espone l’autore del post al reato di diffamazione aggravata, reato più grave della semplice diffamazione in quanto, secondo un orientamento ormai consolidato, un social network equivale ad una piazza, un luogo quindi che, seppur virtuale, è in grado di amplificare il danno nei confronti della vittima. Secondo alcune Procure della Repubblica però anche chi clicca “Mi Piace” o condivide il post in questione è passibile dello stesso reato, in quanto contribuisce ad aumentare il discredito, ed ultimamente sono stati effettuati i primi rinvii a giudizio per concorso in diffamazione aggravata. L’offesa alla reputazione della vittima viene ritenuta infatti direttamente proporzionale al numero di persone che apprezzano il post offensivo o lo condividono con i propri contatti. Spesso un click su “Mi Piace” o una semplice condivisione vengono fatti con leggerezza, è invece forse il caso di ponderare bene ciò che si sta facendo onde evitare di ritrovarsi di fronte a brutte sorprese.

Google Suggest condannato dal tribunale di Milano

Google Suggest - LogoIl Tribunale di Milano ha emesso una sentenza di condanna nei confronti del servizio Google Suggest, accusato di calunnia da parte di un imprenditore lombardo non meglio precisato, che inserendo il proprio nome nella barra di ricerca otteneva suggerimenti ritenuti diffamatori. Il nome dell’imprenditore veniva infatti accostato ai termini “truffa” e “truffatore”, parole che andavano a ledere la reputazione e la professionalità dell’uomo, che è presente sul web con pagine riguardanti la propria attività nel settore finanziario. Scopriamo insieme i dettagli della vicneda … Continua a leggere Google Suggest condannato dal tribunale di Milano