Diritto di recesso su iTunes Store

 L’iTunes Store si uniforma alle nuove regole dell’Unione Europea ed introduce il diritto di recesso. Entro 14 giorni sarà possibile recedere ed ottenere il rimborso di quanto pagato per musica, film, App ed ogni altro contenuto. Il meccanismo prevede però, per tutelarsi da eventuali abusi, che dopo un certo numero di rimborsi venga richiesta un’ulteriore conferma prima dell’elaborazione di ogni acquisto, impedendo di fatto il successivo recesso. Il messaggio recita infatti: “Conferma. Prendo atto che se scarico questa App non potrò più annullare questo ordine entro 14 giorni dall’acquisto“.

Nuove regole per l’e-Commerce dal 13 giugno 2014

Shopping OnlineNuove regole per l’e-commerce dal prossimo 13 giugno, data in cui entra in vigore la direttiva europea 2011/83 approvata lo scorso 26 marzo. L’obiettivo della direttiva è di fornire maggiori garanzie per i contratti a distanza, e si applica agli ordini dal valore superiore ai 50 euro. Il diritto di recesso passa da 10 a 14 giorni dal ricevimento della merce, che diventano automaticamente 3 mesi nel caso in cui il venditore non informi il consumatore relativamente a questa possibilità. Per restituire la merce ci saranno ulteriori 14 giorni di tempo, ed il venditore dovrà rimborsare l’acquirente in 14 giorni dalla comunicazione di recesso (contro gli attuali 30 giorni). Quest’ultimo è un elemento critico e già contestato da molti perchè il venditore si trova costretto a rimborsare l’acquirente prima di aver ricevuto materialmente indietro il prodotto. L’esercente è obbligato a dichiarare i costi che il consumatore dovrà sostenere nel caso debba restituire i beni acquistati, se le informazioni non sono chiaramente indicate il costo della restituzione sarà interamente a carico del venditore. Inoltre, le opzioni aggiuntive e non obbligatorie non potranno più essere selezionate di default (una pratica molto diffusa); ciascuna opzione aggiuntiva dovrà essere esplicitamente selezionata dal consumatore. La direttiva stabilisce inoltre che i contratti a distanza per l’acquisto di beni via telefonica o tramite catalogo vengano considerati perfezionati soltanto a seguito della firma di un contratto cartaceo o digitale (ambito in cui entra in gioco la firma digitale e la posta elettronica certificata).