Facebook ed il copyright dei contenuti editoriali

Si fa sempre più complessa la posizione di Facebook, alle prese con la guerra lanciata ad Apple per la questione delle etichette sulla privacy, con le sanzioni dell’AGCM italiana, e adesso anche con nuove normative sul diritto d’autore, che hanno portato Facebook a bloccare in Australia tutti i contenuti multimediali sulla propria piattaforma. Vediamo di comprendere meglio la vicenda …

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L’AGCM multa Facebook di 7 milioni di euro

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sanzionato Facebook per 7 milioni di euro, per non aver messo in pratica le prescrizioni stabilite dal provvedimento emesso dalla stessa autorità nel novembre del 2018 per la mancata informativa sull’attività di raccolta dei dati e la sua finalità commerciale, durante la fase di registrazione sulla piattaforma.

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La guerra della Silicon Valley

Si è scatenata una guerra, la guerra della Silicon Valley, delle piattaforme social e dei software di messaggistica. Innescata dalle etichette per la privacy di Apple, rilanciata dai fatti di Washington e dai conseguenti ban di Twitter e Facebook all’account del Presidente Trump, ed ancora con l’attacco di Apple, Google e Amazon a Parler, applicazione di messaggistica “senza filtri” dove sembra stiano confluendo i sostenitori di Trump più fanatici, espulsi o censurati dagli altri strumenti a causa delle loro posizioni giudicate incompatibili con le politica di tolleranza e rispetto. Si apre una fase molto delicata, che sposterà il confine sulla libertà di espressione, non senza importanti pressioni ed implicazioni politiche.

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Fecebook, Twitter, Tim Cook … le reazioni ai gravi fatti di Washington

4 morti, 50 feriti e molti arresti. Questo è il bilancio dell’assalto avvenuto ieri alla sede del Congresso a Washington, da parte di migliaia di sostenitori di Donald Trump. “Un’insurrezione”, “Un tentativo di colpo di Stato”, hanno commentato in molti, tra cui l’ex Presidente Bush. Nonostante lo scontro con la polizia, i manifestanti sono riusciti ad entrare armati e occupare l’edificio sede ufficiale del Congresso degli Stati Uniti d’America, mentre era in corso la riunione per ratificare la proclamazione di Joe Biden vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso 3 novembre. Facebook e Twitter sospendono temporaneamente gli account di Donald Trump ed arrivano le reazioni ed i commenti di molti personaggi, politici ed imprenditori, tra cui quelle di Tim Cook.

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Ecco perchè le schede sulla privacy di Apple sono cosa buona e giusta !

Apple ha introdotto con iOS 14 le etichette per la privacy, ovvero delle schede in cui per ciascuna app presente sull’app Store, lo sviluppatore deve dichiarare quali informazioni l’applicazione raccoglie e per quale scopo, e, in aggiunta, al primo avvio, l’app deve chiedere l’autorizzazione all’utente per il tracciamento. La reazione di alcune società attive nella raccolta e nello sfruttamento dei dati degli utenti è stata molto dura, soprattutto quella di Facebook, che nelle scorse settimane ha dichiarato apertamente guerra ad Apple, comprando intere pagine sulle principali testate della stampa americana per prendere posizione e lanciare accuse molto forti verso la società di Cupertino. Evidentemente Apple ha colto nel segno e sta dimostrando in concreto di lavorare costantemente per la tutela della privacy dei propri utenti. Forbes ha approfondito la questione analizzando i termini della privacy di WhatsApp ed ha messo a confronto su questo tema, le tre principali piattaforme utilizzate per la messaggistica: iMessage, WhatsAppFaceBook Messenger e Signal.

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Facebook prosegue l’attacco ad Apple con toni molto forti

Prosegue l’attacco frontale di Facebook ad Apple. I toni si accendono e con una nuova pagina sulla stampa americana, Facebook dichiara che “Apple distruggerà internet libero e gratuito come lo conosciamo oggi“.

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Apple attaccata da Facebook e sostenuta da Mozilla, è guerra sulla privacy

E’ iniziata una battaglia tra giganti, oggetto del contendere la privacy e le nuove misure integrate da Apple in iOS 14 per aiutare gli utenti a gestirla in modo più consapevole. Al centro della questione ci sono le modalità con cui le informazioni degli utenti possono essere utilizzate per scopi pubblicitari. Favorevoli e contrari, due fronti opposti iniziano a scontrarsi. Facebook contro Apple, Mozilla al fianco della società di Cupertino.

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Nominati i primi 20 membri del comitato per il controllo di Facebook e Instagram

Sono stati annunciati i primi 20 membri del Comitato per il controllo, entità alla base dell’iniziativa messa in campo da Facebook circa un anno fa per affrontare alcune tra le questioni più difficili sul tema della libertà di espressione online. Il comitato stabilirà cosa può comparire sul social network e cosa deve invece essere rimosso, pubblicando in trasparenza ogni provvedimento con la relativa motivazione e la possibilità di fare ricorso.

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Zoom si aggiorna per eliminare la condivisione dei dati con Facebook

Zoom, applicazione di videoconferenza molto utilizzata in questo periodo di isolamento forzato sia in ambito lavorativo, per il co-working da casa, che nell’educational, per le lezioni a distanza, è stata aggiornata per eliminare la condivisione dei dati degli utenti con Facebook, condivisione non dichiarata agli utenti.

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100 milioni di $ da Facebook per le piccole imprese

In risposta all’emergenza dovuta alla pandemia di Coronavirus, Facebook ha annunciato nei giorni scorsi una serie di iniziative a supporto delle autorità sanitarie americane e delle piccole aziende a livello globale.

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Riconosciuto il diritto d’autore per le proprie foto pubblicate su Facebook

  La pubblicazione di foto sulla propria pagina Facebook da parte dell’autore non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici. Questo è quanto ha riconosciuto la IX sezione del Tribunale di Roma, sentenziando che la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l’impostazione “Pubblica” non riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook. Il caso è stato seguito dallo Studio Lipani Catricalà & Partners, che ha ottenuto il risarcimento del danno da parte del quotidiano che aveva pubblicato le foto stesse senza alcuna autorizzazione, inclusi danni morali. Fonte

Facebook si attiva per frenare la condivisione delle bufale

Facebook - Segnalare le bufaleUno dei problemi del social network più diffuso al mondo, Facebook, è quello delle bufale. Informazioni errate, segnalazioni di eventi inesistenti o mai avvenuti, vere e proprie invenzioni, vengono pubblicate e condivise. Più la notizia è sorprendente e più il meccanismo della condivisione propaga l’informazione in ogni dove, una condivisione fatta generalmente in modo molto leggero, senza porsi domande, il più delle volte senza verificare alcunché. Facebook, cosciente di questo, sta cercando di porre rimedio introducendo un nuovo strumento che permetterà agli utenti di segnalare un contenuto come bufala. Lo trovate/troverete nel menù a comparsa presente nell’angolo in alto a destra di ciascun elemento pubblicato, dove già è presente la voce per segnalare lo spam. Non verrà operata la cancellazione del contenuto, ma varie segnalazioni convergenti determineranno una forte penalizzazione che frenerà la sua propagazione. Facebook ha rilasciato un comunicato ufficiale nel quale afferma anche che la nuova opzione non è stata utilizzata nel caso di pagine palesemente votate alla satira.

Cliccare “mi piace” o condividere un post offensivo può esporre al reato di concorso in diffamazione aggravata

Black Facebook LikeScrivere post offensivi sui social network espone l’autore del post al reato di diffamazione aggravata, reato più grave della semplice diffamazione in quanto, secondo un orientamento ormai consolidato, un social network equivale ad una piazza, un luogo quindi che, seppur virtuale, è in grado di amplificare il danno nei confronti della vittima. Secondo alcune Procure della Repubblica però anche chi clicca “Mi Piace” o condivide il post in questione è passibile dello stesso reato, in quanto contribuisce ad aumentare il discredito, ed ultimamente sono stati effettuati i primi rinvii a giudizio per concorso in diffamazione aggravata. L’offesa alla reputazione della vittima viene ritenuta infatti direttamente proporzionale al numero di persone che apprezzano il post offensivo o lo condividono con i propri contatti. Spesso un click su “Mi Piace” o una semplice condivisione vengono fatti con leggerezza, è invece forse il caso di ponderare bene ciò che si sta facendo onde evitare di ritrovarsi di fronte a brutte sorprese.

Disattivare la riproduzione automatica dei filmati in Facebook

Icona App FacebookSe siete utenti Facebook ed usate l’App per iOS avrete notate che con l’ultimo aggiornamento alcuni filmati vanno automaticamente in riproduzione mentre scorrete le notizie. Questo fastidiosa novità comporta un certo consumo inutile di dati. È possibile disattivare questa funzione e vi spieghiamo come fare … Continua a leggere Disattivare la riproduzione automatica dei filmati in Facebook

Facebook compra WhatsApp per 19 miliardi di dollari !

WhatsApp - IconaLa notizia è di quelle forti, Facebook ha acquisito WhatsApp per 19 miliardi di dollari, la più diffusa applicazione di messaggistica istantanea passa sotto il controllo del più grande social network esistente. Ci sarà da aspettarsi una prossima integrazoine tra i servizi oppure resteranno due entità e due applicazioni differenti ? La messaggistica di Facebook, diciamo la verità, non ha mai sfondato più di tanto, ecco quindi Mark Zuckemberg mettere mano al portafoglio ed effettuare un investimento imponente per un App ed un servizio che fino ad ora sono stati pressochè gratuiti. Lo rimarranno ? Tanti interrogativi dietro a questa operazione. Dei 19 miliardi, 3 andranno sotto forma di azioni ai fondatori di WhatsApp, mentre uno di essi, Jan Koum, entrerà nel consiglio di amministrazione di Facebook. Lo scorso anno Facebook aveva comprato Instagram, portandosi a casa la più importante applicazione per lo scatto e la condivisione di immagini in stile Fotografia istantanea. Facebook, Instagram, WhatsApp … le tre applicazioni forse più utilizzate in assoluto sugli smartphone di tutto il pianeta appartengono al giovane Zuckenberg, che in merito a WhatsAppp assicura gli utenti garantendo che non ci saranno variazioni al servizio, non ci saranno costi aggiuntivi, non ci saranno pubblicità; a quanto riferisce l’accordo non sarebbe stato raggiunto senza questi punti fermi.