Approfondiamo il concetto di Metaverso

Facebook diventa Meta, per rappresentare meglio quello che la società è oggi ma soprattutto quello che sarà nel prossimo futuro, fortemente impegnata nella creazione del metaverso che dovrebbe trasportarci in una nuova dimensione di vita multimediale e/o ibrida che potrebbe coinvolgere e modificare il gioco, il lavoro, lo studio, il fitness e la vita privata di ognuno di noi. Capiamo meglio qual’è la visione di Meta e del suo fondatore Mark Zuckerberg, attraverso questo lungo filmato.

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Facebook (la società) cambia nome e diventa Meta

Se ne parla da qualche giorno, Facebook va stretta a Facebook e Mark Zucherberg guarda avanti e cambia, a cominciare dal nome della società che si modifica in Meta, per rappresentare al meglio una dimensione nuova che comprende la realtà aumentata e alla realtà virtuale.

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Tutto l’ecosistema social che fa capo a Facebook è down

Tutti i social network che fanno capo a Mark Zuckerberg sono down da poco dopo le 17:30 di oggi. Se Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp non vi funzionano datevi quindi pace, non dipende da voi, dal vostro dispositivo o dalla vostra connessione. I tre servizi di social network risultano irraggiungibili in Italia e in buona parte del resto del mondo da qualsiasi dispositivo e piattaforma.

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Facebook ed il copyright dei contenuti editoriali

Si fa sempre più complessa la posizione di Facebook, alle prese con la guerra lanciata ad Apple per la questione delle etichette sulla privacy, con le sanzioni dell’AGCM italiana, e adesso anche con nuove normative sul diritto d’autore, che hanno portato Facebook a bloccare in Australia tutti i contenuti multimediali sulla propria piattaforma. Vediamo di comprendere meglio la vicenda …

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L’AGCM multa Facebook di 7 milioni di euro

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sanzionato Facebook per 7 milioni di euro, per non aver messo in pratica le prescrizioni stabilite dal provvedimento emesso dalla stessa autorità nel novembre del 2018 per la mancata informativa sull’attività di raccolta dei dati e la sua finalità commerciale, durante la fase di registrazione sulla piattaforma.

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La guerra della Silicon Valley

Si è scatenata una guerra, la guerra della Silicon Valley, delle piattaforme social e dei software di messaggistica. Innescata dalle etichette per la privacy di Apple, rilanciata dai fatti di Washington e dai conseguenti ban di Twitter e Facebook all’account del Presidente Trump, ed ancora con l’attacco di Apple, Google e Amazon a Parler, applicazione di messaggistica “senza filtri” dove sembra stiano confluendo i sostenitori di Trump più fanatici, espulsi o censurati dagli altri strumenti a causa delle loro posizioni giudicate incompatibili con le politica di tolleranza e rispetto. Si apre una fase molto delicata, che sposterà il confine sulla libertà di espressione, non senza importanti pressioni ed implicazioni politiche.

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Fecebook, Twitter, Tim Cook … le reazioni ai gravi fatti di Washington

4 morti, 50 feriti e molti arresti. Questo è il bilancio dell’assalto avvenuto ieri alla sede del Congresso a Washington, da parte di migliaia di sostenitori di Donald Trump. “Un’insurrezione”, “Un tentativo di colpo di Stato”, hanno commentato in molti, tra cui l’ex Presidente Bush. Nonostante lo scontro con la polizia, i manifestanti sono riusciti ad entrare armati e occupare l’edificio sede ufficiale del Congresso degli Stati Uniti d’America, mentre era in corso la riunione per ratificare la proclamazione di Joe Biden vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso 3 novembre. Facebook e Twitter sospendono temporaneamente gli account di Donald Trump ed arrivano le reazioni ed i commenti di molti personaggi, politici ed imprenditori, tra cui quelle di Tim Cook.

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Ecco perchè le schede sulla privacy di Apple sono cosa buona e giusta !

Apple ha introdotto con iOS 14 le etichette per la privacy, ovvero delle schede in cui per ciascuna app presente sull’app Store, lo sviluppatore deve dichiarare quali informazioni l’applicazione raccoglie e per quale scopo, e, in aggiunta, al primo avvio, l’app deve chiedere l’autorizzazione all’utente per il tracciamento. La reazione di alcune società attive nella raccolta e nello sfruttamento dei dati degli utenti è stata molto dura, soprattutto quella di Facebook, che nelle scorse settimane ha dichiarato apertamente guerra ad Apple, comprando intere pagine sulle principali testate della stampa americana per prendere posizione e lanciare accuse molto forti verso la società di Cupertino. Evidentemente Apple ha colto nel segno e sta dimostrando in concreto di lavorare costantemente per la tutela della privacy dei propri utenti. Forbes ha approfondito la questione analizzando i termini della privacy di WhatsApp ed ha messo a confronto su questo tema, le tre principali piattaforme utilizzate per la messaggistica: iMessage, WhatsAppFaceBook Messenger e Signal.

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Facebook prosegue l’attacco ad Apple con toni molto forti

Prosegue l’attacco frontale di Facebook ad Apple. I toni si accendono e con una nuova pagina sulla stampa americana, Facebook dichiara che “Apple distruggerà internet libero e gratuito come lo conosciamo oggi“.

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Apple attaccata da Facebook e sostenuta da Mozilla, è guerra sulla privacy

E’ iniziata una battaglia tra giganti, oggetto del contendere la privacy e le nuove misure integrate da Apple in iOS 14 per aiutare gli utenti a gestirla in modo più consapevole. Al centro della questione ci sono le modalità con cui le informazioni degli utenti possono essere utilizzate per scopi pubblicitari. Favorevoli e contrari, due fronti opposti iniziano a scontrarsi. Facebook contro Apple, Mozilla al fianco della società di Cupertino.

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Nominati i primi 20 membri del comitato per il controllo di Facebook e Instagram

Sono stati annunciati i primi 20 membri del Comitato per il controllo, entità alla base dell’iniziativa messa in campo da Facebook circa un anno fa per affrontare alcune tra le questioni più difficili sul tema della libertà di espressione online. Il comitato stabilirà cosa può comparire sul social network e cosa deve invece essere rimosso, pubblicando in trasparenza ogni provvedimento con la relativa motivazione e la possibilità di fare ricorso.

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Zoom si aggiorna per eliminare la condivisione dei dati con Facebook

Zoom, applicazione di videoconferenza molto utilizzata in questo periodo di isolamento forzato sia in ambito lavorativo, per il co-working da casa, che nell’educational, per le lezioni a distanza, è stata aggiornata per eliminare la condivisione dei dati degli utenti con Facebook, condivisione non dichiarata agli utenti.

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100 milioni di $ da Facebook per le piccole imprese

In risposta all’emergenza dovuta alla pandemia di Coronavirus, Facebook ha annunciato nei giorni scorsi una serie di iniziative a supporto delle autorità sanitarie americane e delle piccole aziende a livello globale.

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Riconosciuto il diritto d’autore per le proprie foto pubblicate su Facebook

  La pubblicazione di foto sulla propria pagina Facebook da parte dell’autore non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici. Questo è quanto ha riconosciuto la IX sezione del Tribunale di Roma, sentenziando che la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l’impostazione “Pubblica” non riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook. Il caso è stato seguito dallo Studio Lipani Catricalà & Partners, che ha ottenuto il risarcimento del danno da parte del quotidiano che aveva pubblicato le foto stesse senza alcuna autorizzazione, inclusi danni morali. Fonte