Aggiornamento importante per Google Chrome

Se tra i browser che utilizzate c’è Google Chrome, è tempo di aggiornarlo. La nuova versione Chrome 89 risolve ben 47 vulnerabilità, di cui 8 ad alto rischio ed una con exploit già in uso. Disponibile per MacOS, Linux, Windows e Android.

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La guerra della Silicon Valley

Si è scatenata una guerra, la guerra della Silicon Valley, delle piattaforme social e dei software di messaggistica. Innescata dalle etichette per la privacy di Apple, rilanciata dai fatti di Washington e dai conseguenti ban di Twitter e Facebook all’account del Presidente Trump, ed ancora con l’attacco di Apple, Google e Amazon a Parler, applicazione di messaggistica “senza filtri” dove sembra stiano confluendo i sostenitori di Trump più fanatici, espulsi o censurati dagli altri strumenti a causa delle loro posizioni giudicate incompatibili con le politica di tolleranza e rispetto. Si apre una fase molto delicata, che sposterà il confine sulla libertà di espressione, non senza importanti pressioni ed implicazioni politiche.

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Il clamoroso down mondiale dei servizi Google (aggiornato)

Gogole Down, non è un nuovo servizio della grande G, ma un fatto senza precedenti che ha gettato nel panico milioni di utenti in tutto il mondo si è verificato tra mezzogiorno e le una di quest’oggi. Tutti i servizi di Google, da Gmail a YouTube, da Google Drive a Google Maps, passando per Google Meet, in un orario in cui in Italia erano in corso le lezioni di DAD in moltissimi istituti scolastici, sono andati down per un periodo di tempo non ancora ben precisato. Tantissime segnalazioni hanno immediatamente fatto il giro del web e si sono scatenate le ipotesi più disparate e fantasiose. Ma cosa è realmente successo ?

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Antitrust apre istruttoria su Apple, Google e Dropbox per i servizi cloud

Scrive oggi l’agenzia di stampa Reuters che l’Antitrust italiano ha avviato istruttorie nei confronti di Google, Apple e Dropbox in merito a presunte pratiche commerciali scorrette e a eventuali clausole vessatorie nelle condizioni contrattuali per i servizi di cloud-computing.

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Apple e Google collaborano a una tecnologia per il tracciamento dei contatti COVID-19

Apple e Google hanno annunciato una storica collaborazione per permettere lo sviluppo di applicazioni che, utilizzando il bluetooth, permettano ai governi e alle autorità sanitarie di contenere i contagi, pur nel rispetto della sicurezza e della privacy degli utenti.

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Google mapperà le buche delle strade

strada_con_bucheGoogle ha depositato un brevetto relativo ad una tecnologia che permette di individuare la presenza di buche lungo le strade. La posizione fornita dal GPS, unita ad altre informazioni rilevate con sensori specifici in grado di valutare la presenza di zone danneggiate nel manto stradale, confluiranno in un database che permetterà ad un navigatore satellitare di evitare eventuali percorsi troppo sconnessiContinua a leggere Google mapperà le buche delle strade

Google converte i banner da Flash ad HTML5

Google Adwords logoGoogle ha annunciato mercoledì che è iniziata la conversione degli annunci pubblicitari della propria piattaforma AdWords da Flash a HTML5, un passo che tende a rendere il web più snello e compatibile con un maggior numero di dispositivi, a tutto vantaggio degli inserzionisti e del proprio business. Non tutti gli annunci pubblicati precedentemente potranno essere convertiti nel più efficiente formato, ma ove possibile la conversione sarà automatica. Si tratta di una morte graduale per Flash, iniziata con la mancata implementazione da parte della Apple di Steve Jobs nei propri dispositivi mobili, e proseguita poi con l’inserimento del player HTML5 su YouTube, divenuto poi l’impostazione predefinita. Oggi che la maggior parte del traffico web avviene tramite dispositivi mobili, la scelta diventa obbligata. Flash avrà ancora vita presumibilmente lunga, ma il percorso è un declino costante, a favore di tecnologie più efficienti e sicure.

Google attiva il modulo per la richiesta di cancellazione dei link dai risultati delle query di ricerca

20140602-112154-40914878.jpgLa recente sentenza della Corte Europea sul diritto di essere cancellati dal web, ha costretto Google a correre ai ripari, pubblicando un form per inoltrare la richiesta di cancellazione di uno specifico link. All’origine della novità c’è il caso di Mario Costeja Gonzalez, che nel 2012 aveva richiesto la cancellazione di alcuni link riguardanti notizie relative a sue difficoltà finanziarie e risalenti a 16 anni prima. Le richieste non si sono fatte attendere, in poche ore Google Google ne avrebbe ricevute circa 12 mila, che dovranno ora essere vagliate. La sentenza della Corte stabilisce infatti le condizioni che danno diritto alla cancellazione: i risultati della query di ricerca devono risultare “inadeguati, irrilevanti, non più rilevanti o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati”. Google, anche se ha proceduto come stabilito dalla Corte, giudica negativamente quanto deciso denunciando la il rischio di censura da parte di istituzioni o personalità pubbliche che vogliano nascondere link scomodi o insabbiare informazioni sgradite. Questo è il link per accedere al modulo.

 

L’Antitrust indaga su Apple, Google, Amazon e Gameloft per gli acquisti in-app

AGCM - LogoL’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria per verificare se i modelli di vendita utilizzati da Google, Apple, Amazon e Gameloft nei propri store virtuali e all’interno delle applicazioni siano conformi alle normative vigenti o meno. L’attenzione va in modo particolare alla diffusa pratica di proporre applicazioni gratuite che contengono però al loro interno acquisti in-app, necessari per sbloccare funzioni avanzate, rendere completamente operative quelle presenti o, nel caso dei giochi, acquistare monete virtuali, bonus o boost di varia natura. Nonostante le società abbiano incluso icone o indicazioni specifiche per segnalare questo tipo di applicazioni, secondo l’Autorità c’è la reale possibilità che il consumatore possa erroneamente ritenere completamente gratuite queste App o non in grado di conoscere in maniera preventiva gli effettivi costi. Approfondiamo … Continua a leggere L’Antitrust indaga su Apple, Google, Amazon e Gameloft per gli acquisti in-app

Nel mobile il 99% del malware è destinato a dispositivi Android

android-malware-185x185Android è la piattaforma mobile più colpita dal malware, con un’impressionante percentuale del 99%, nel senso che su 100 malware destinati a dispositivi mobili 99 sono per la piattaforma sviluppata da Google. Il dato emerce dal report 2014 sulla ricurezza realizzato da Cisco e SourceFire, adesso parte integrante di Cisco, e si riferisce ovviamente all’anno appena trascorso. La notizia ha preso rilevanza per il fatto che Phil Shiller, Direttore Marketing Apple, ha diffuso il link al report tramite il proprio canale twitter. Il report, nelle pagine che analizzano il malware, recita: “When Mobile malware is intended to compromise a devices, 99 percent of all encounters target Android devices“. Il report contiene molte altre interessanti informazioni che richiedono tempo per essere analizzate; se sisete interessati potete accedere direttamente al file pdf.

Alla scoperta del Data Center Google di Lenoir

Volete andare alla scoperta di uno degli enormi datacenter attraverso i quali Google gestisce i propri servizi web ? Potete farlo grazie a questo filmato che mostra la navigazione effettuabile sfruttando le immagini presenti su Street View relative a esterno ed interno del Data Center di Lenoir, nella Carolina del Nord. Nel filmato potete vedere le sale dove si trovano i server, le modalità di raffreddamento degli ambienti e le zone ricreative per i dipendenti. A voi le immagini …

Corposo aggiornamento per Street View

Google Street View - PegmanIl servizio StreetView ha beneficiato in questi giorni di un corposo aggiornamento che ha portato oltre 400.000 km di strade nuove ed il raddoppio delle collezioni speciali, ovvero le mappe che permettono di entrare all’interno e visitare virtualmente luoghi famosi e di grande interesse. Molte delle novità sono localizzate negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito, ma l’elenco dei paesi è piuttosto lungo. Esplorate le novità.

Apple vince anche in tribunale, Samsung deve pagare oltre 1 miliardo di dollari

Apple ha vinto la sua battaglia più importante, la giuria di San Josè in California ha decretato che Samsung ha copiato ed ha infranto sei dei sette brevetti Apple oggetto della contesa, brevetti che hanno contribuito, con l’uscita del primo iPhone nell’ormai lontano 2007, alla rivoluzione nel mondo della telefonia mobile, e dovrà pagare ad Apple oltre 1 miliardo di dollari. Per carità, non è la fine della guerra tra i due colossi dell’elettronica, Samsung farà ricorso, ricorrerà in appello, e ci saranno ancora scontri duri nei tribunali di mezzo mondo, ma la sentenza di ieri è una passaggio importante, in grado di condizionare le scelte future di tutte le società del settore, ed è soprattutto un passaggio fondamentale per la “guerra termonucleare” annunciata da Steve Jobs nei confronti di Android, appellato come “un sistema operativo rubato“. Tim Cook, che ha preso le redini della società dopo l’addio di Steve Jobs del 24 agosto 2011 (giusto un anno fa) ha dichiarato: “E’ stato un giorno importante per gli innovatori di tutto il mondo“, e noi condividiamo questo pensiero. Entriamo più in dettaglio nella vicenda …

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Google condannata per il servizio gratuito Google Maps

Google Maps - IconaDalla Francia arriva la notizia della condanna di Google per abuso di posizione dominante. Oggetto del contendere è stato il servizio gratuito Google Maps, che Google può permettersi di finanziare grazie alla vendita di pubblicità mirata in base al pofilo degli utenti, quindi pubblicità con un più alto grado di conversione, che si traduce in un maggiore ritorno per gli advertiser. La denuncia era arrivata da Bottin Gartographes, una società che ha come core business proprio la vendita di cartografie e mappe, e che ha puntato l’indice contro la società di Mountain View per concorrenza sleale. Secondo la società francese l’operazione di Google è tesa ad eliminare la concorrenza, per poter poi trasformare il servizio da gratuito a pagamento. La Corte ha riconosciuto l’istanza della società francese, ed ha emesso una sentenza che ha punito Google con 15.000€ di penale e 540.000€ di risarcimento da versare nelle casse della società denunciante, ma certamente ci sarà un ricorso in appello. Gizmodo