La guerra della Silicon Valley

Si è scatenata una guerra, la guerra della Silicon Valley, delle piattaforme social e dei software di messaggistica. Innescata dalle etichette per la privacy di Apple, rilanciata dai fatti di Washington e dai conseguenti ban di Twitter e Facebook all’account del Presidente Trump, ed ancora con l’attacco di Apple, Google e Amazon a Parler, applicazione di messaggistica “senza filtri” dove sembra stiano confluendo i sostenitori di Trump più fanatici, espulsi o censurati dagli altri strumenti a causa delle loro posizioni giudicate incompatibili con le politica di tolleranza e rispetto. Si apre una fase molto delicata, che sposterà il confine sulla libertà di espressione, non senza importanti pressioni ed implicazioni politiche.

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Barack Obama incontra i principali imprenditori della Silicon Valley

Obama incontra Steve Jobs ed altri imprenditori della Silicon Valley

Si è svolto un incontro a San Francisco tra il Pesidente degli Sati Uniti Barack Obama ed un gruppo di 12 personaggi di primo piano del mondo tecnologico imprenditoriale della Silicon Valley, per parlare di come lavorare congiuntamente per promuovere gli investimenti per l’innovazione, lo sviluppo, il sostegno alle esportazioni, e all’occupazione nel settore privato. Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato: “Il presidente ha discusso in particolare delle sue proposte per investire nella ricerca e nello sviluppo e per ampliare gli incentivi per la crescita e il lavoro, oltre che del suo obiettivo di raddoppiare le esportazioni nei prossimi cinque anni“. Tra i presenti c’erano Steve Jobs, Larry Ellison, Mark Zuckerberg ed Eric Schmdt. Grande assente Steve Ballmer di Microsoft. L’attenzione dei media è andata prevalentemente su Steve Jobs, per carpire qualche indizio relativo alle sue condizioni di salute, e la foto sopra, seppur ritraendolo di spalle, da un’immagine totalmente differente rispetto alle immagini pubblicate in settimana dal quotidiano scandalistico The National Enquirer, che si era spinto addirittura ad indicare il CEO di Cupertino in fase “terminale” e con poche settimane di vita avanti a se.