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AGCM sanziona TIM per aver ostacolato lo sviluppo della Fibra

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha sanzionato TIM con una multa pari a 116 milioni di euro, per aver ostacolato lo sviluppo della fibra nelle aree bianche, ovvero quelle considerate a fallimento di mercato.

Le aree a fallimento di mercato sono in sostanza quelle dove sarebbe antieconomico per un soggetto privato posare i cavi ed estendere la rete, senza incentivi ed aiuti.

Secondo l’AGCOM, TIM avrebbe espressamente cercato di preservare la propria posizione dominante di incumbent, ostacolando l’ingresso di altri concorrenti (tra i quali Open Fiber) ed “impedendo sia una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, sia il regolare confronto competitivo nel mercato dei servizi al dettaglio rivolti alla clientela finale“.

L’AGCOM sottolinea come aspetto fondamentale, il fatto che l’Italia viva una situazione di ritardo cronico nel superamento del cosiddetto “digital divide“.

Secondo l’Autorità, TIM avrebbe posto in essere una strategia anti-competitiva ancor più raffinata, “tesa a prosciugare preventivamente il bacino di domanda contendibile dagli altri operatori“, fino a spingere i prezzi al ribasso al punto da rendere il mercato non più appetibile.

La sanzione decisa dall’Autorità è stata commisurata in modo da garantire la deterrenza per il ripetersi in futuro di condotte simili e, al tempo stesso, non essere eccessivamente afflittiva.

Considerato il periodo di particolare complessità che il paese sta attraversando a causa dell’emergenza Coronavirus, l’AGCM ha stabilito che la sanzione potrà essere pagata entro il 1 ottobre prossimo.

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