Gli operatori mobili dichiarano guerra ai Service Provider ?

Si è tenuta a Parigi una conferenza sulla mobilità denominata LeWeb a cui hanno partecipato gli operatori mobili europei, tra cui Telecom Italia e le altre compagnie del gruppo. Emerge nuovamente e con maggior forza la richiesta rivolta ai principali fornitori di servizi come Apple, Facebook, Google e Skype di partecipare alle spese di gestione a causa del forte traffico che sono capaci di generare. Ne avevamo già parlato all’indomani delle dichiarazioni di Franco Bernabè, AD di Telecom Italia, criticando fortemente questa posizione, che adesso viene ribadita in coro da Bernabè, da Stephane Richard di France Telekom e da Cesar Alierta di Telefonica. Noi restiamo della nostra convinzione che il business che gli operatori stanno effettuando con abbonamenti ed opzioni relative al traffico dati sono la diretta conseguenza dei servizi che questi Service provider, ma non solo loro, offrono al mercato e ci troviamo perfettamente concordi con la provocatoria risposta di Giuseppe De Martino di Dailymotion, riportata da Macity: “Pagheremo se loro ci daranno una percentuale sugli abbonamenti dei loro clienti”. Vediamo comunque le ragioni degli operatori …

Stephane Richard, Chief Executive Officer di France Telecom ha dichiarato: “Service providers are flooding networks with no incentive” to cut costs. “It’s necessary to put in place a system of payments by service providers as a function of their use”. In pratica l’accusa è di sfruttare la rete in modo eccessivo, e per questo sarebbe necessario un loro contributo, ma la rete è o non è già pagata dai clienti di questi Service Provider ? E’ vero o non è vero che per accedere alla rete i clienti dei Service Provider sottoscrivono abbonamenti con gli operatori di telefonia fissa e mobile dai costi mensili anche molto elevati ?

La posizione degli operatori intervenuti alla conferenza è che il costo per la realizzazione delle reti ad elevata capacità sarebbe non equilibrato con gli utili che gli operatori possono ricavarne. Tutto questo potrebbe annullare la crescita del business da parte degli operatori mobili, compromettendo la sostenibilità dell’attuale modello di business.

“Annullare la crescita del business”, è su queste parole che secondo noi si gioca la questione. Gli operatori hanno tentato di veicolare contenuti multimediali a carissimo prezzo tramite la propria rete (suonerie, musica e video), raccogliendo poco e niente. Adesso che i contenuti multimediali passano attraverso canali che gli tagliano fuori, lasciandoli semplicemente a gestire la rete (che poi sarebbe il loro lavoro) temono di non recitare un ruolo da protagonisti negli anni a venire.

Secondo Bernabè realtà come “Apple, Google, Facebook e Skype assomigliano sempre più ad operatori integrati nel settore delle reti di telecomunicazioni”, e per questo sollecitano un loro coinvolgimento nei costi di gestione delle reti. Gli operatori vogliono dunque trovare un nuovo modello di business che coinvolta le società che più di altre basano sull’utilizzo della rete la loro attività, ma ovviamente noi crediamo che il coinvolgimento debba riguardare costi e ricavi, o benefici veicolati sotto altra forma.

Il dibattito è aperto e interessante. Vedremo se qualcuna delle società tirate in ballo vorrà mettersi a sedere attorno ad un tavolo per discutere della faccenda, ma non ci stupiremmo di vedere colossi come Google o Apple acquisire quote azionarie di qualche gruppo di primaria importanza a livello internazionale, ed allora si che il ruolo di qualche operatore potrebbe venir pesantemente ridimensionato.

Nel frattempo buona parte degli utenti pensa di pagare troppo caro un servizio non all’altezza delle promesse e delle aspettative, e con ampie aree del territorio non adeguatamente coperte.

Fonte: Bloomberg

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