WiMax all'italiana

Prendiamo spunto da una segnalazione trovata sul sito del POC (Powerbook Owners Club) per approfondire un aspetto del Wi-Max che ne limiterà le potenzialità e l'utilizzo nel nostro paese, almeno finchè non verranno concesse licenze su frequenze diverse da quelle oggetto della recente asta. Vediamo di capire qualcosa di più …

L'articolo è del sito chip.it, che riporta il contenuto di una chiaccherata con Andrea Toigo, Business Solutions Specialist di Intel Italia, ha per oggetto il modulo Wi-Max che Intel includerà nella piattaforma Montevina, su cui dovrebbe basarsi anche la prossima versione dei notebook a marchio Apple attesi entro la prossima estate.

Partiamo subito dalle conclusioni: i moduli Wi-Max inclusi non serviranno per il nostro mercato in quanto operano su frequenze di 2.5GHz, mentre in Italia i gestori potranno offrire il servizio sulla banda dei 3.5GHz.
Come mai questa differenza ? Alla base c'è una scelta ben precisa dovuta alla capacità delle onde di penetrare o meno attraverso le mura degli edifici; le onde sui 2.5Ghz penetrano, rendendo il Wi-Max un servizio utilizzabile come un UMTS o un Wi-Fi, in piena libertà, mentre quelle su 3.5GHz non penetrando le mura necessitano di postazioni di ricezione fisse, o comunque di installazioni temporanee. Questo fa si che il Wi-Max italiano sia soltanto un sostituto della banda larga la dove la ADSL non può essere portata in semplicità ed economia a causa della conformazione geografica del territorio.

Quindi la scelta italiana si conferma rivolta alla riduzione del Digital Divide, mentre in molti altri paesi del mondo il Wi-Max è stato realizzato per diventare una modalità alternativa di connessione mobile, e la prossima architettura Montevina, pensata da Intel per i nuovi computer portatili, va in questa direzione. Gli utenti italiani rischiano di venir penalizzati se non ci sarà una rapida estensione delle freqenze assegnate agli operatori Wi-Max nella banda 2.5GHz, fatto che può generare attriti e resistenze da parte di gestori che hanno pagato a caro prezzo le proprie licenze UMTS.

La situazione italiana appare quindi ancora ingarbugliata. Il Wi-Max è nato con lo scopo principale di ridurre il Digital Divide, ma auspichiamo che le scelte nazionali tengano conto dell'evoluzione tecnologica e di come le nuove tecnologie vengono implementate negli altri paesi.

Leggi l'articolo di Chip.it

 


 

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