Commissione Europea Vs Apple

La Commissione Europea all’attacco di Apple

La Commissione Europea ha concluso l’analisi sulle pratiche attuate da Apple nei confronti dei concorrenti sull’App Store, in particolare sul meccanismo degli acquisti in-app imposto ai competitor per la gestione dei pagamenti. Distorsione della concorrenza e abuso di posizione dominante, queste sono le accuse rivolte ad Apple.

Margrethe Vestager ha sintetizzato la posizione della Commissione Europea evidenziando come gli app store giochino un ruolo centrale per l’odierna economia digitale. E’ possibile fare acquisti, accedere a notizie, musica, film tramite app anziché visitando i vari siti web. Sulla base delle conclusioni preliminari, Apple è stata considerata un “gatekeeper” per gli utenti di iPhone e iPad attraverso App Store. Con Apple Music compete con gli altri fornitori di streaming musicale, imponendo regole severe considerate “a svantaggio dei servizi di streaming musicale concorrenti“, “privando gli utenti di scelte più economiche per lo streaming della musica e distorcendo la competitività“. Questo avverrebbe applicando ai concorrenti commissioni elevate per ogni transazione avvenuta sul proprio store, proibendo al tempo stesso agli sviluppatori di informare gli utenti delle opzioni alternative per le sottoscrizioni.

Il dito è puntato contro l’ecosistema chiuso creato da Apple, all’interno del quale controlla ogni aspetto dell’esperienza utente offerta da iPhone e iPad. Gli sviluppatori delle applicazioni devono distribuire attraverso App Store, sottostando alle regole non negoziabili imposte dalla società.

L’attenzione della Commissione Europea si è focalizzato in particolare su due aspetti: l’utilizzo obbligatorio del sistema di acquisti in-app per la distribuzione dei contenuti digitali (con trattenuta di una percentuale sulla transazione) e l’imposizione del divieto di comunicare canali alternativi e potenzialmente più economici.

Il caso ha preso il via con la denuncia di Spotify del 2019. 

Apple non ha perso tempo, ed ha prontamente replicato alla Commissione Europea con una dichiarazione ufficiale rilasciata a The Verge nella quale la società mantiene ferma la propria posizione, evidenziando come l’App Store rappresenti per i partner più una formidabile opportunità.

Spotify è diventato il più ampio servizio musicale in abbonamento al mondo e siamo orgogliosi di aver avuto un ruolo in tutto ciò. Spotify non paga alcuna commissione ad Apple per oltre il 99% dei suoi utenti e paga solo il 15% di commissione sulla parte rimanente, che hanno acquisito tramite App Store. Al cuore di questa vicenda c’è la richiesta di Spotify di poter promuovere offerte alternative sulla loro app per iOS, pratica che nessuno store al mondo consente. Ancora una volta, vogliono dall’App Store tutti i benefit, ma non pensano di dover pagare qualcosa per questo”

Secondo Apple le argomentazioni della Commissione Europea vanno quindi esattamente in senso opposto rispetto a quel che Cupertino intende per concorrenza leale.

La sensazione è che le argomentazioni di Apple non cambieranno le posizioni della Commissione Europea, che sembra determinata nel voler incidere sulle politiche con cui Apple gestisce il proprio marketplace. Le conseguenze potrebbero essere a nostro avviso nefaste per gli stessi sviluppatori, nel senso che se Apple sarà costretta ad aprire il proprio store a strumenti di pagamento alternative e proprietari, dovrà necessariamente inserire dei costi a carico degli sviluppatori oggi inesistenti, ma che si renderanno necessari al mantenimento dell’ecosistema da cui gli sviluppatori stessi traggono un gran beneficio.

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